Postmoderno, postcristiano, postsecolare. Come dire Dio oggi?

 
Dio, sorpresa per la storia. Per una teologia post-secolare
 

Il contesto impatta la testimonianza cristiana, il suo linguaggio, la sua postura, il suo tono. Se il nostro contesto culturale è postmoderno, postcristiano e postsecolare, come dire Dio oggi? Su questa domanda si è svolto il primo incontro di “Libri per Roma” del nuovo anno accademico (9 ottobre), un’iniziativa dell’Istituto di Cultura Evangelica e Documentazione per promuovere la riforma della cultura tramite la presentazione pubblica di libri e il dialogo con gli autori. 

L’occasione è stata fornita da un confronto con il teologo cattolico Carmelo Dotolo autore, tra gli altri, del libro Dio, sorpresa per la storia. Per una teologia post-secolare, Brescia, Queriniana 2020. Questo libro chiude un trittico preceduto da opere quali Un cristianesimo possibile. Tra postmodernità e ricerca religiosa (2007) e Teologia e postcristianesimo (2017) in cui la questione del ruolo del cristianesimo nella cultura postmoderna e postcristiana ha preparato la strada all’interrogativo sulla postsecolarità. 

Dotolo ha iniziato sottolineando il fatto che il cristianesimo, nella sua accezione più larga, oggi non è più centrale né scontato nel dare significato alla vita. La società procede senza fare riferimento, tanto meno ancorarsi, alla comprensione cristiana del mondo. Sono altri i rifermenti di senso che orientano. La postmodernità ha smussato certe propaggini critiche della modernità che volevano espungere del tutto il cristianesimo considerandolo una pericolosa illusione e una forma di alienazione, ma non ha riportato le lancette indietro. Non a caso, viviamo un contesto postcristiano dove al cristianesimo viene riconosciuto un ruolo nella vita privata, ma non sulla piazza pubblica. L’età postsecolare arriva ad apprezzare le forme di religiosità, a patto che confermino l’autodeterminazione e siano funzionali alla cura di sé. 

Come dire Dio nel nostro contesto? Qui sta la sfida complessa per la testimonianza cristiana. Dotolo ha parlato di riscoperta della “essenzialità” del messaggio cristiano e di un innalzamento della qualità della proposta cristiana che sia capace di costruire un immaginario ricco per la vita. Queste sono domande aperte anche per la testimonianza evangelica che indica il ritorno alle fonti della Parola di Dio la via per andare oltre la “religiosità” tradizionale che ha accumulato tante incrostazioni da perdere contatto con la Scrittura e da risultare distante dalla sensibilità postcristiana.  

È giusta la pista indicata da Dotolo nel suo libro, secondo cui, nella temperie religiosa attuale, occorre “riscoprire l’originalità del Dio cristiano” (207) che è “mistero personale di relazione” che, svelandosi, interpella l’uomo (210) contando sulla “misura imprevedibile dello Spirito” (211). Questo Dio sì suscita uno “spazio generativo” (222) e “non assolutizza alcuna realtà sociale, culturale, religiosa, ma mette tutto in relazione alla particolarità universalizzabile di Gesù Cristo, punto critico di ogni via di accesso a Dio” (223). Proprio qui sta il punto di caduta. Mentre la persona e l’opera di Gesù Cristo “sorprendono” le narrazioni religiose, dall’altro rivelano un Dio pattizio che sì ama, ma giudica pure proprio perchè ama; sì eccede le nostre categorie, ma chiama al pentimento dal peccato e ad entrare nelle Sue (di categorie); sì apre spazi di vita, ma li riorienta secondo la sua Parola e non secondo il piacimento di ciascuno. Dio è veramente “sorpresa” costante, ma nei suoi termini, non in quello che noi vorremmo che sia. La sfida di elaborare una testimonianza nell’età postsecolare rimane un compito aperto che deve sempre avere come termine di riferimento la Parola biblica. 

Dio sarà una “sorpresa” salvifica nella misura in cui sarà il Dio della Bibbia.

Prossimo appuntamento di “Libri per Roma”: 
sabato 4 dicembre 2021. Ore 18.30

Paolo Benanti, Le macchine sapienti. Intelligenze artificiali e decisioni umane, Bologna, Marietti 2018 e Aa.Vv., “Intelligenza artificiale”, Studi di teologia – Suppl. 19 (2021). Ne parla Paolo Benanti, professore di teologia morale alla Gregoriana.

ICED, via di Sant’Eufemia 9, 00187 Roma