I confini sono al centro di discussioni accese. I fenomeni delle migrazioni di massa, i movimenti di rifugiati e di richiedenti asilo, le guerre che imperversano in ogni angolo del mondo toccano anche il tema dei confini. Negli Stati Uniti l’ago della bilancia su questo tema ha oscillato tra gli estremi sia con l’amministrazione Biden che con quella Trump. In Europa la questione dei confini è sempre attuale, con il flusso continuo di immigrati verso il continente.
Nel pensiero cristiano contemporaneo, il tema del mondo spirituale viene spesso trattato in due modi ugualmente insufficienti. Da una parte vi è una curiosità eccessiva verso demoni, possessioni e gerarchie invisibili; dall’altra vi è una tendenza razionalistica a ridurre tutto a simbolo, mito o linguaggio premoderno. In entrambi i casi, però, si perde la sobrietà della Scrittura.
Il referendum sulla giustizia (così denominato), per cui i cittadini saranno chiamati al voto il 22 e 23 marzo prossimo, è al centro del dibattito politico e della società civile. Si tratta di un appuntamento cruciale per i cittadini che saranno chiamati ad esprimersi sull’approvazione della riforma dell’ordinamento giurisdizionale.
Violenti, aggressivi e contrari alla natura di Dio e ai requisiti minimi di umanità. Così vengono descritti i salmi imprecatori. Anche autori solitamente considerati amanti della Scrittura come C.S. Lewis hanno avuto un’opinione profondamente negativa al punto da considerarli inadatti alla lettura pubblica durante il culto. Alcuni addirittura li saltano e provano imbarazzo persino a leggerli. Ci sono chiavi di lettura che aiutano ad avvicinarsi ai salmi imprecatori rispettando il loro essere Parola di Dio?
Il genere umano non ha mai potuto veramente negare il male commesso, ricevuto e testimoniato, ma ha costantemente cercato di trovare stratagemmi e motivazioni che esulassero dal resoconto biblico, utilizzando griglie interpretative soggettivistiche e riduzionistiche, capaci di attenuare la responsabilità personale e di ricondurre il peccato a mere dinamiche psicologiche, sociali o culturali, svuotandone così la portata teologica.
Circa 120 persone hanno partecipato durante tutta la giornata, un numero che ha sorpreso positivamente e superato ogni aspettativa iniziale. A colpire più di tutto è stata la varietà dei partecipanti. Molte denominazioni evangeliche erano rappresentate, insieme a pastori, anziani e responsabili di chiesa. Accanto a loro, tanti giovani già attivi sul territorio.
l’integrità evangelica del pentecostalismo è minacciata sia a sinistra che a destra.
L’avere un secondo lavoro, oltre a quello pastorale, può portare all’interno della chiesa locale molti elementi positivi.
Ecco perché mai avrei immaginato che proprio noi saremmo stati scelti per ricevere un annuncio che avrebbe cambiato la storia.
E poi, accadde. Una luce apparve fra le stelle: non una delle solite, non un pianeta che seguiva la sua orbita conosciuta. Era una luce nuova, viva, che non apparteneva alle mappe tracciate dagli antichi.
Chi può parlare del Natale meglio di chi lo ha visto in prima persona? La testimonianza di Elisabetta è basata su Luca 1,39-45
Chi può parlare del Natale meglio di chi lo ha visto in prima persona?
L'uso della Bibbia digitale è solo una semplice e innucua "comodità", oppure sta cambiando la nostra relazione con la Scrittura?
La stragrande maggioranza dei credenti vive forme di multivocazionalità: intrecciato all’impegno nella chiesa locale ha una professione.
La chiesa nasce dal vangelo, lo assimila, vive il vangelo, testimonia il vangelo. Solo così può essere al centro.
Le collaborazioni sono spesso impedite da muri di discordia e incomprensione.
A differenza dei contratti del mondo che possono essere infranti se i termini non vengono soddisfatti, i patti di Dio sono eternamente vincolanti. Non possono essere infranti perché Lui non li infrangerà mai.
Punto centrale di una chiesa missionale è l’attenzione alla formazione di ogni credente alla vita intesa come missione. I credenti devono essere spronati alla formazione teologica e quindi a vivere le loro vocazioni con integrità, generosità, mostrando ospitalità, empatia, perdono ed equità nelle relazioni quotidiane
Da quale chiamata sta fuggendo la chiesa evangelica? La sindrome di Giona è la paura di realizzare davvero il piano per cui siamo stati chiamati.
Non fuga dal mondo, né assimilazione al mondo, ma presenza contestualizzata e controculturale impregnata dell’evangelo.
Ci sono buoni motivi per cui dovremmo preferire che la predicazione della Parola di Dio preceda la Cena del Signore. Si possono individuare almeno tre motivi per questa preferenza.
Come si fonda una chiesa di “successo”?
Qual è il compito del predicatore? Quali sono le responsabilità centrali ed essenziali del predicatore nella proclamazione fedele della Parola di Dio? Come lavora nella preparazione e nella proclamazione per edificare la chiesa e per evangelizzare i perduti attraverso il ministero della predicazione?
Il Dio trino che ha ispirato la parola e l’ha adempiuta è anche il soggetto agente della parola proclamata. Il predicatore dovrà avere questa consapevolezza affinché le sue parole non gettino luce su sé stesso, ma sulla persona e l’opera del Dio trino annunciato.
Un richiamo forte, dunque, a una predicazione che sia espressione di un impegno personale radicale, vissuto nella consapevolezza che annunciare il Vangelo non è mai un atto neutro, ma un esercizio di verità, potenza e trasformazione.
Anche se la Bibbia non ne usa in modo specifico il termine, essa non rimane affatto silente sull’argomento.
Pezzella è abile nel presentare tutte le tessere contenute nella parabola e nel mettere insieme il mosaico risultante.
Conoscere le realtà della chiesa evangelica al di fuori dell’Italia aiuta ad allargare le nostre prospettive...
In realtà, è nella Grande Mela che i suoi doni sono “esplosi”.
Inserire la teologia biblica nella pratica liturgica del culto comunitario è qualcosa di sensato o è come inserire della carne di cinghiale in una torta di mele?