Satrapi era un’artista e, come tale, seppe usare lo strumento artistico – in questo caso il fumetto – per mostrarci non solo l’Iran con gli occhi degli iraniani, ma anche uno scorcio d’Europa con gli occhi di un iraniano. Credo, però, che abbia avuto il merito di mostrarci molto più di questo.
Era il 2019, sette anni fa, quando andava in onda il primo episodio. A sua volta, la RI era nata nel 2016 a Roma per “identificare, unire, equipaggiare e sostenere leader evangelici nella comprensione della teologia e della pratica cattolica romana, educare la chiesa evangelica e comunicare il Vangelo”.
“Quello che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini”. La statua di Pasquino nel centro di Roma, che per secoli raccolse le invettive anonime del popolo romano, inchiodò così la famiglia di Urbano VIII, il papa che con avidità spogliava gli antichi monumenti per fornire materiale al suo protetto Bernini con lo scopo di cambiare il volto di Roma.
A vincere questa settantaseiesima edizione è stata “Per sempre sì”, canzone del cantautore napoletano Sal da Vinci che da decenni è interprete della canzone e del teatro napoletano. La vittoria di questo brano è spiazzante e rompe con l’ormai consolidata tradizione degli ultimi anni di premiare artisti giovani, emergenti, esponenti delle tendenze del momento e che possano trovare riscontro commerciale anche all’estero.
L’arte è diventato un tema “cool” nell’immaginario evangelico. Non c’è conferenza internazionale in cui non entri nel linguaggio usato o nei programmi proposti. Tra i giovani evangelici è un soggetto di tendenza. È bene che sia così. L’arte è nell’impasto della vita e la fede biblica riorienta tutta la vita, compresa l’arte. Ciò non significa che non si debba lavorare per dare spessore all’attenzione evangelica all’arte.
Gustav, a sua volta regista cinematografico di successo, è padre di due figlie, Nora e Agnes. Le ha lasciate da tempo per andare in Svezia, dopo il divorzio dalla moglie seguito a continui litigi. Il successo professionale non lo ha protetto dall’alcolismo. Il film si apre al funerale della mamma, quando Gustav torna a casa, ma da “straniero”. Soprattutto Nora, attrice di teatro, ha nei confronti del padre fuggito un risentimento forte che le crea un blocco.
Il 23 gennaio 2026, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a pochi passi dai locali di Breccia di Roma e ICED, si è tenuto il funerale di Valentino Garavani, noto stilista italiano morto all’età di 93 anni. Da piccola realtà sartoriale romana, il marchio Valentino, insieme al suo iconico rosso, è diventato nome dell’alta moda nazionalmente e globalmente (ri)conosciuto grazie alle capacità imprenditoriali di Giancarlo Giammetti, storico braccio destro di Garavani.
A 50 anni di distanza dall’inizio delle pubblicazioni, le minoranze fuori dal mainstream culturale stentano ancora a trovare voce e rappresentazione nel sistema italiano dei media.
Si può essere veramente risolti senza un superamento della distanza che ci separa da Lui? Si può essere veramente liberi senza che sia Dio a donarci la libertà?
E se provassimo a riassumere il 2025 attraverso i 10 articoli più letti di Loci Communes?
L’idolo della popolarità, del successo e della ricchezza, al quale gli uomini sono disposti a sacrificare tutto, è uno degli inganni più grandi nei quali si possa cadere.
“cos’è il contemporaneo?” e “cosa significa essere contemporanei?”
La voce data a chi è ai margini mostra anche uno specchio di una religiosità che, per quanto sbandierata, non porta alcun cambiamento sociale e morale.
Escluso Dio, non resta che crogiolarsi nella colpa e vivere in un rimorso infinito e paralizzante.
Ecco, il tema di fondo di Downton Abbey è la fine di un mondo e l’inizio di uno nuovo: la transizione tra un assetto sociale ed istituzionale ad uno diverso. Non tutto cambia nettamente e definitivamente, ma niente rimane come esattamente come prima.
Le lettere che Gloria Branciani ha scritto alle autorità, ai sacerdoti e al suo arcivescovo, sono state bruciate.
Studioso di Dooyeweerd e Vollenhoven, ha fatto avanzare la riflessione neo-calvinista nella storia dell’arte e dell’estetica.
Ci si chiede dunque, la sua “vera fotografia”, timbro che apportava sul retro di tutte le sue stampe, avrà colto la verità della condizione umana o solo una sbiadita copia peraltro senza speranza di soluzione?
Un’analisi del film nel suo complesso da una prospettiva cristiana mi risulta impossibile, soprattutto avendolo visto una sola volta. Un aspetto specifico, però, mi ha colpito in modo forte…
Che cosa sono questi algoritmi? Chi misura questo traffico? Chi delinea i confini della mia bolla social? Perché il giornalismo a cui sono esposto è così scadente? La velocità, i ritmi di consumo, la dittatura del clic, come si sono insediati nella nostra quotidianità?
Chi si accinge a scrivere un testo sul giornalismo vede il proprio lavoro diventare obsoleto velocemente.
La relazione uomo-animale non può essere appiattita tanto da annichilire ogni differenza e nemmeno può essere estremizzata pensando ad uno sfruttamento dell’uno sull’altro.
Osservando le sue opere, notiamo che queste non contraddicono la teologia cattolica ma semplicemente ne rinnovano i soggetti attraverso l’innovativa formula pittorica dell’artista in grado di rivelare una bellezza morale più che estetica
L’ attore Michael Iskander, che interpreta Davide nella serie, ha affermato di voler mettere Dio, e non Davide al centro della rappresentazione; ma è stato davvero così? La serie riesce a rendere Dio e nessun altro protagonista?
In un anno in cui la chiesa cattolica promuove il suo “anno santo” (impropriamente chiamato giubileo), il progetto artistico promosso dall’ICED mette in luce alcuni tratti del giubileo biblico; non un evento religioso, piuttosto una realtà e un’occasione di ripartenza possibile per tutti coloro che si affidano a Dio in fede e ubbidienza.
La crisi dell’informazione ha tre traiettorie: troppe informazioni, troppo velocemente e algoritmicamente orientate.
Gli evangelici dovranno continuare ad essere il popolo del libro, magari con il sostegno dello schermo, ma non in sostituzione del primo.
Sanremo è la grande kermesse nazional-popolare. In un certo senso, è un concentrato della cultura del momento e uno specchio di tendenze generali.
Come suggerito dal nome, il Futurismo guardava al progresso con grande speranza e ottimismo, a tal punto da sostenere la totale estirpazione di qualsiasi cosa legata al passato e alla tradizione, tra cui anche la religione.
Oliviero Toscani era dalla parte di chi lotta per gli ultimi, per i diversi, per gli indifesi.