L’era digitale, oggi, è l’era dell’Intelligenza Artificiale: poche rivoluzioni tecnologiche del passato hanno avuto un impatto tanto profondo in un arco di tempo così ristretto. Davanti a un tema di attualità così pressante, la fede cristiana non può accontentarsi di adottare visioni del mondo elaborate altrove, né subire in modo acritico l’evoluzione tecnologica e la sua influenza sulla società.
La rivoluzione tecnologica sta impattando molti aspetti della vita, inclusa quella spirituale. In che modo la tecnologia influenza il discepolato? Alle Giornate Teologiche di Padova di quest’anno, su “La testimonianza cristiana nell’era digitale” (11-12 settembre 2026), è intervenuto anche Giuseppe Rizza, sovrintendente scolastico e pastore evangelico, affrontando la questione del discepolato nell’era digitale.
Il dibattito sull’intelligenza artificiale (IA) è sempre più acceso e le varie posizioni tendono a polarizzarsi sempre più. Da una parte troviamo gli ottimisti tecnologici secondo i quali l’IA curerà malattie, aumenterà la produttività, risolverà problemi ambientali, eliminerà gran parte della povertà e persino, secondo alcuni, sconfiggerà la morte stessa. In questa narrazione la tecnologia assume un ruolo quasi salvifico.