Quando pensiamo alle tecnologie digitali e all'intelligenza artificiale, non è facile orientarsi nel mare di articoli, opinioni e previsioni che ogni giorno si accumulano sui media. Qual è davvero lo stato dell'arte? Quali direzioni sta prendendo l'innovazione? Siamo di fronte all'evoluzione di strumenti già noti oppure a nuovi salti di paradigma destinati a trasformare profondamente il modo in cui viviamo, lavoriamo e comprendiamo il mondo?
L’etica è tirata per la giacca quando le altre discipline o ambiti di vita si accorgono di non riuscire a trovare criteri di bene e male. È accaduto così di fronte agli sviluppi della medicina e della genetica: di qui la nascita della bioetica moderna.
L’idolo è una categoria alla quale la Bibbia dedica particolare attenzione, mettendo in guardia il lettore dalla sua pericolosità. Dio invita l’uomo a non adorare né rendere culto agli idoli (Esodo 20,5; Deuteronomio 5,9), poiché essi non sono nulla (1 Corinzi 8,4). Eppure, l’uomo del XXI secolo si ostina a fabbricarsene di nuovi, illudendosi di trovare strade alternative al Vangelo per raggiungere sicurezza, pienezza ed eternità.
L’era digitale, oggi, è l’era dell’Intelligenza Artificiale: poche rivoluzioni tecnologiche del passato hanno avuto un impatto tanto profondo in un arco di tempo così ristretto. Davanti a un tema di attualità così pressante, la fede cristiana non può accontentarsi di adottare visioni del mondo elaborate altrove, né subire in modo acritico l’evoluzione tecnologica e la sua influenza sulla società.
La rivoluzione tecnologica sta impattando molti aspetti della vita, inclusa quella spirituale. In che modo la tecnologia influenza il discepolato? Alle Giornate Teologiche di Padova di quest’anno, su “La testimonianza cristiana nell’era digitale” (11-12 settembre 2026), è intervenuto anche Giuseppe Rizza, sovrintendente scolastico e pastore evangelico, affrontando la questione del discepolato nell’era digitale.