Scrivere ai tempi dell’IA. Quali linee-guida?

È possibile che l’IA entri nel processo della scrittura in mille modi: nella ricerca, nella redazione, nella chiarificazione, nel controllo ortografico, nell’affinamento dell’argomento, nell’illustrazione, nella suddivisione del testo, persino nell’ideazione stessa. Il punto dell’editore è: chi ha in mano un libro deve sapere che esso è frutto dell’ingegno umano, senza “aiutini” e men che meno sostituzioni da parte dell’IA.

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Che fine faranno le facoltà di teologia? Tendenze nord-americane

L’America non è il mondo, ma quello che accade in America impatta in un modo o nell’altro quello che succede altrove, anche nel campo della formazione teologica. Cosa bolle in pentola là in questo campo? Il titolo di un articolo di Dale Coulter su The Protestant Mind (28/7/2026) la dice lunga: “La grande selezione delle facoltà di teologia”. Quello che è in atto da qualche anno è la chiusura di una facoltà di teologia dopo l’altra, all’interno di un ridimensionamento dell’intero settore, almeno nella forma ereditata dal passato.

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La teologia irrisolta di Francesco Guccini

Nelle decine e decine di canzoni, Guccini non ha mostrato un interesse diretto ed esplicito ai tradizionali temi teologici di Dio, Gesù Cristo, la fede, ecc. Eppure, sfido chiunque ad ascoltare anche solo una sua canzone e a non uscirne con richiami, evocazioni, suggestioni che non portano dritto dritto a domande teologiche sulla vita, il male, la morte, i dubbi, i vissuti umani. 

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“Una di noi” trucidata. In morte di Lisa Ross

“Missionaria evangelica trucidata ad Atene”. Questo e altri titoli hanno dato la tragica notizia del truculento assassinio di Elisabeth-Jane Ross (da tutti conosciuta come Lisa), una missionaria scozzese di 38 anni il cui corpo è stato trovato in una valigia in una casa abbandonata alla periferia di Atene. Le indagini sono ancora in corso, ma sembra ormai assodato che a commettere l’efferato delitto sia stato un uomo di nazionalità afgana, arrivato in Grecia come profugo.

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Le abitudini della grazia (IV). Se non le hai, si vede

Come si fa a riconoscere una persona viva spiritualmente? Basta poco in realtà. Si vede subito se uno ascolta la voce di Dio attraverso la sua Parola, ha la certezza di essere ascoltato da Lui nella preghiera e coltiva la comunione fraterna nella chiesa. Questi sono le principali fonti di energia della vita cristiana che David Mathis descrive in Le abitudini della grazia (ADI Media, 2017), presentandoli come gli strumenti ordinari attraverso cui Dio santifica i suoi figli.

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Le abitudini della grazia (III). Senza chiesa non si va da nessuna parte

La lettura della Bibbia, la meditazione personale, la preghiera, l’adorazione del Signore sono discipline spirituali fondamentali. C’è un rischio, però, e tutt’altro che astratto. Si può finire per praticarle per mettere al centro l’individuo, cioè noi stessi, i nostri bisogni e la ricerca del nostro benessere personale

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Campioni del mondo. Lezioni dalla Spagna (anche per la chiesa evangelica)

Nessuna obiezione, nessuna contestazione. Tutti hanno riconosciuto che la Spagna ha vinto meritatamente la Coppa del mondo di calcio 2026. In tutto il torneo, la Spagna è stata la squadra che ha giocato meglio e ha surclassato le avversarie mostrando di essere la migliore. La finale contro l’Argentina è stato il degno epilogo di un campionato giocato alla grand

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Evangelici e Islam (V). Jonathan Edwards e l'Islam tra eresia "deista" e forza futura

Damasco con Giovanni, Zurigo con Bullinger, e Ginevra con Calvino e Turrettini: questi, per ora, i luoghi dove abbiamo brevemente soggiornato per ascoltare ciò che avevano da dire i nostri interlocutori sull’Islam. Ora è giunto il momento di lasciare il Vecchio Mondo e salpare oltreoceano, precisamente verso il New England del XVIII secolo, dove ci sta aspettando Jonathan Edwards. Ad introdurci nel suo “soggiorno intellettuale” è Gerald R. McDermott con il suo studio “Jonathan Edwards and Islam” pubblicato nella rivista Jonathan Edwards Studies (2016).

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Le abitudini della grazia (II). Se ascolti, preghi

“Ascolta” è la prima e decisiva abitudine della grazia. La vita cristiana si gioca sull’ascolto. Senza ascolto siamo schermati, introspettivi, avviluppati e incurvati in noi stessi. Nel suo libro Le abitudini della grazia (ADI Media, 2017), dopo aver invitato il lettore ad ascoltare la voce di Dio attraverso la sua Parola, David Mathis dice che Dio non è solo un Dio che parla, ma che è anche continuamente disposto ad ascoltarci. Egli parla e ascolta. Per grazia, il suo orecchio è rivolto verso le nostre suppliche e richieste e apprezza la nostra adorazione e lode. 

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Laboratorio della predicazione (IV). Predicare come minoranza, ma con la visione della Shalom

Come facciamo a predicare da minoranza? Come possiamo essere fedeli ed efficaci in un’Italia post-secolare e ancora intrisa di cultura cattolica? Forse è questa una delle domande più grandi che ci portiamo a casa al termine del Laboratorio della predicazione tenutosi all’IFED di Padova dal 9 all’11 luglio.

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Sospensioni a scuola. E l’autorità dei genitori?

Gregorio (nome di fantasia) aveva reagito male. Un suo compagno gli aveva messo un pacchetto di patatine vuoto nel cappuccio e lui, in un impeto di rabbia, lo aveva preso e scaraventato contro un banco rompendogli un dente e danneggiandogliene un altro. Gregorio era nei guai. Ora il consiglio di classe si sarebbe riunito e avrebbe potuto prendere un provvedimento di sospensione.

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Le abitudini della grazia (I). Ascoltare la voce di Dio

Con l’avvento dell’estate, la tendenza naturale è quella di “svuotare” le nostre vite dagli impegni, dai ritmi frenetici e dalle routine serrate per ritrovare riposo e ristoro. Mentre i ritmi rallentano, però, una lettura che può aiutarci a trovare il vero riposo è Le abitudini della grazia di David Mathis (ADI Media, 2017). Il messaggio controculturale è l’importanza delle discipline spirituali e come queste possano diventare autentiche oasi di ristoro nella nostra quotidianità anche nelle stagioni più impegnative. 

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