Scott Hahn, l’ex-evangelico che vuole convincere che il cattolicesimo sia biblico

 
 

Fece un certo scalpore ai primi anni Novanta quando da brillante pastore presbiteriano diventò cattolico. Scott Hahn non era un convertito a Roma qualunque. Si era laureato alla facoltà di teologia Gordon-Conwell, uno dei bastioni dell’evangelicalismo nordamericano, e aveva studiato con John Gerstner, rinomato studioso di Jonathan Edwards. Aveva iniziato il pastorato evangelico quando entrò in una crisi che lo portò, insieme alla moglie, ad aderire al cattolicesimo.


Il loro libro Roma dolce casa. Il nostro viaggio verso il cattolicesimo (1993) diventò un best-seller tradotto in molte lingue e l’apripista dell’attuale stagione di conversioni eccellenti al cattolicesimo. Da allora Hahn ha avviato un’energica azione “missionaria” particolarmente diretta agli evangelici delusi, confusi, in ricerca, nel tentativo di invogliarli a compiere il percorso che anche lui aveva fatto: abbracciare il cattolicesimo romano.


Da allora è stato un profluvio di pubblicazioni, specialmente sui temi sensibili per i lettori evangelici: gli studi biblici, l’eucaristia, la mariologia. Hahn ha prodotto decine di pubblicazioni, molte delle quali tradotte anche in italiano, volte a convincere il pubblico evangelico a superare i giudizi critici sul cattolicesimo e a farsi “incantare” dalla lettura tipologica cattolica della Scrittura. 


Secondo questa interpretazione cattolica, tutta la Bibbia, ogni sua pagina, può essere letta in chiave sacramentale, eucaristica, mariologica e papista. Il coronamento di questo lavoro di lungo periodo è stata la pubblicazione della Ignatius Catholic Study Bible curata da Hahn. Proprio come gli evangelici hanno nel tempo sviluppato la tradizione di avere Bibbie di studio per i lettori comuni, Hahn ha ora messo in mano al pubblico cattolico un’opera che dà l’impressione che tra testo biblico e religione cattolica ci sia continuità organica. 


La tesi che vuole sostenere è il cattolicesimo sia biblico! In un certo senso, rovescia l’approccio apologetico tradizionale che vedeva gli evangelici fare riferimento alla Bibbia e i cattolici alla tradizione. Hahn vuole convertire gli evangelici con argomenti simil “evangelici” e mostrare che il cattolicesimo sia a suo modo “biblico” (se letto con le chiavi di lettura della tipologia cattolica che indirizza tutto verso la religione istituzional-sacramentale di Roma).


Con l’avvento del digitale e tramite la piattaforma appositamente creata a sua immagine (il St. Paul Center), Hahn è diventato anche una star del web con contenuti digitali per tutti i gusti: reel, shorts, interviste, lezioni, sermoni.  


Recentemente, Hahn ha scritto un libro in cui racconta il suo ingresso nell’Opus dei: Sorpresi da Dio day by day. Il mio viaggio spirituale nell’Opus Dei (2024). Dunque, la sua parabola nel cattolicesimo è in movimento e si è intrecciata alla potente e ricca prelatura creata da Josemaría Escriva de Balaguer (1902-1975). 


Di recente, Hahn ha tenuto un corso alla Pontificia Università della Santa Croce, proprio l’università romana dell’Opus Dei, e ha rilasciato un’intervista alla sua rivista interna (Notizie dalla Santa Croce, ottobre 2025, pp. 60-63).


Intanto, da buon cattolico, Hahn dice che la Bibbia ha 73 libri. Evidentemente, include gli apocrifi dell’Antico Testamento che gli ebrei e gli evangelici non considerano ispirati e che solo il Concilio di Trento ha inserito ufficialmente nel canone romano. 


Poi dice che la Scrittura non è veramente il centro della fede cristiana: esso si troverebbe nell’eucaristia. In quest’ottica, il Nuovo Testamento è più un sacramento che un documento. Qui dà voce alla sacramentalità della fede cattolica in cui è inclusa la necessaria mediazione della chiesa. Il cristianesimo non è professare Cristo soltanto per fede soltanto sulla base della Scrittura, ma celebrare l’eucaristia mediata dalla chiesa e impersonificata da Maria.


 Alla domanda su come avvicinare gli indifferenti, Hahn risponde che si allontanano quelli che non ricevono “ciò che Cristo vuole donare tramite i sacramenti, i santi e Maria”. Insomma, Cristo non dona Sé stesso per mezzo dello Spirito Santo, ma dona Maria, i santi e i sacramenti della chiesa. 


Alla luce di ciò, la sua tesi secondo cui cattolici e non cattolici (non specificati) condividono “l’85-90% della fede” è ingenua e superficiale. Al contrario, la differenza impatta i cardini della stessa e non una piccola percentuale. 


Hahn cerca di dimostrare che il cattolicesimo è biblico, ma lo è tale solo se la Bibbia è letta dentro la griglia della tradizione cattolica e schiacciata dai suoi dogmi. Come ci ha ricordato la Riforma protestante, se lasciata dire quello che dice, solo la Scrittura, tutta la Scrittura e la Scrittura interpretata con la Scrittura, il castello sacramental-mariano-papista di Hahn crolla.