Losanna-Milano 2026. Sapremo vivere lo spirito della missione?
Milano: una città abituata a lavorare molto, che non si ferma mai, in continuo mutamento. La capitale della moda e della finanza. La città sempre, apparentemente, all’avanguardia su tutto. La città più europea d’Italia, spesso raccontata ma poco conosciuta. Una città dalle molte contraddizioni, ma dalle mille ricchezze nascoste. Il luogo di approdo di molti, dall’Italia e dal mondo, alla ricerca di una sorta di libertà, stabilità economica, divertimento e sogni da realizzare.
In questo quadro, la chiesa evangelica lombarda si trova a svolgere il suo mandato dovendo considerare alcune sfide davvero complesse e non trascurabili. Vi è l’urgenza di cogliere le opportunità che nascono da queste.
Per questo, sabato 31 gennaio 2026 si è tenuto a Rozzano (MI) un evento del Movimento di Losanna, dal titolo “Vivere la missione”. Questo incontro è nato con lo scopo di permettere alle chiese evangeliche milanesi e lombarde di esplorare l’eredità di Losanna e modi di promuovere la missione a Milano.
Ad impreziosire l’incontro è stata la partecipazione dei due co-direttori regionali del Movimento di Losanna in Europa, Usha Reifsnider e Jim Memory. I loro interventi hanno acceso i riflettori su temi più che mai attuali, come il multiculturalismo e le politiche radicali, questioni centrali per il Paese e particolarmente sensibili per una città complessa e internazionale come Milano.
Circa 120 persone hanno partecipato durante tutta la giornata, un numero che ha sorpreso positivamente e superato ogni aspettativa iniziale. A colpire più di tutto è stata la varietà dei partecipanti. Molte denominazioni evangeliche erano rappresentate, insieme a pastori, anziani e responsabili di chiesa. Accanto a loro, tanti giovani già attivi sul territorio.
Anche la presenza di diverse realtà para-ecclesiali ha contribuito ad arricchire la giornata. Tra queste erano presenti sia associazioni dal respiro nazionale ed internazionale, che associazioni legate al territorio milanese, altre di recente costituzione.
La giornata si è suddivisa in due parti. Nella sessione mattutina c’è stato un intervento di Jim Memory di presentazione del Movimento di Losanna, arricchito da un intervento del coordinatore nazionale del Movimento, Jonathan Gilmore, e da un’esortazione di due italiani che hanno partecipato nel 2024 al Congresso di Seul, Paolo e Rita Codispoti.
Jim Memory, nel suo primo intervento, ha introdotto il movimento di Losanna; tre i punti principali del discorso: perché Losanna (1974), il quarto congresso di Losanna (Corea del Sud, 2024) e Losanna in Europa. Questo il proposito: che tutta la chiesa porti tutto l’Evangelo a tutto il mondo.
Di suo, Reifsnider, dopo aver spiegato la sua esperienza di credente inglese con origini indiane, ha condiviso come la cultura sia presente ovunque e accompagni gli individui in ogni aspetto della loro vita, anche nelle chiese. Il Vangelo, tuttavia, non appartiene ad una sola tradizione o cultura, perché esso abbatte ogni barriera sociale, essendo accessibile a tutte le culture del mondo.
Nello specifico, nel contesto contemporaneo globalizzato, i credenti non dovrebbero replicare un unico modello culturale – che sia americano, olandese o di altro tipo – nemmeno in ambiti come la musica o la letteratura cristiana.
Si è infine riflettuto su come il multiculturalismo delle città offra occasioni concrete per raggiungere tante nazionalità. I credenti devono sentirsi chiamati a testimoniare del Vangelo a tutti, non dimenticando di valorizzare anche il ruolo sempre maggiore dei missionari dei Paesi emergenti nella missione globale della chiesa. In questo senso è vitale, nelle grandi città come Milano, che ci siano collaborazioni salde, sincere e durature con le chiese della diaspora.
I gruppi di confronto sono stati tra i momenti più apprezzati. Già durante l’evento sono nate nuove relazioni e collaborazioni, alcune con uno sguardo che va oltre i confini nazionali. Nuovi legami hanno preso forma, mentre altri si sono consolidati, rafforzando reti già presenti.
Milano non è nuova a iniziative evangeliche che si presentano collaborative e ambiziose, ma senza reti come Losanna o l’Alleanza evangelica, sono stati dei fuochi di paglia. A noi smentire questa storia, con l’aiuto di Dio.