Il grido dell’anima di Giobbe. Il primo appuntamento di Libri per Roma
L’ottava stagione di “Libri per Roma” è stata inagurata sabato 10 ottobre presso l’Istituto di Cultura Evangelica e Documentazione di Roma. Nel cuore della città, “Libri per Roma” è uno spazio dedicato a conversazioni intorno ai libri per promuovere la cultura evangelica in un contesto che è stato storicamente insensibile, se non ostile, ad essa.
Alla serata hanno contribuito Vincenzo Coletta, pastore evangelico e collaboratore dell’editrice ADI Media, e Gioele di Bartolomeo, diacono della chiesa evagelica Breccia di Roma, che hanno presentato il libro Craig G. Bartholomew, Il grido dell’anima. Il libro di Giobbe, Roma, ADI Media 2025.
Si tratta di un volumetto parte di una bellissima serie di introduzioni ai libri biblici. Nello specifico di Giobbe, l’A. parte da alcune domande che da sempre Giobbe suscita nei lettori: perchè il male capita proprio a me? Cosa ho fatto di sbagliato? Perchè soffro proprio io?
Messi a confronto con la storia di Giobbe rimaniamo scioccati e scandalizzati. Giobbe era un uomo definito giusto da Dio stesso, non aveva peccato e viveva in modo agiato. Eppure, un giorno Dio permette a Satana di togliere tutto quello che Giobbe aveva. Infatti Satana aveva insinuato che Giobbe fosse fedele solo perchè tutto gli andava bene. Se privato di tutto, avrebbe continuato a rimanere integro davanti a Dio?
Giobbe però non conosce questa parte della storia e vive soltanto la sofferenza che risulta da quel dialogo. All’inizio Giobbe ha una risposta positiva verso la sofferenza, ma poi, visto che il dolore persiste, comincia a cambiare tono.
Poi vediamo l’arrivo degli amici di Giobbe e i loro vari interventi. Questi amici però, cercano di dare risposte su Dio, invece di cercare risposte in Dio.
Tanti sono gli spunti su cui il libro si sofferma. Uno è come Dio ha usato la sofferenza per trasformare Giobbe e come fa lo stesso anche con noi oggi. All’inizio della storia Giobbe è benedetto dal Signore con tantissime cose. Quando ci troviamo benedetti dal Signore possiamo cadere nella tentazione di confidare più nelle benedizioni di Dio, invece che in Dio. Attraverso la sofferenza, il Signore cambia i nostri cuori e rivela sé stesso, affinché possiamo avere una conoscenza più profonda di Lui. Alla fine Giobbe ha una conoscenza più completa di Dio come creatore e di lui stesso come creatura.
La cosa che cerca Giobbe e che cerchiamo quando soffriamo è il perchè della sofferenza. Gli amici di Giobbe cercano di dare delle risposte, facendo riferimento non a Dio, ma alla loro saggezza. Anche noi, quando siamo vediamo qualcuno che soffre, siamo tentati a provare a dare risposte, a giustificare Dio. Eppure, non possiamo dare risposte con la nostra conoscenza limitata. Dobbiamo portare le nostre domande al Signore e sapere che Lui è in controllo di tutto. Se cerchiamo di dare risposte ai perché, arriveremo a un momento in cui non avremo più risposte sensate da dare.
Anche gli amici di Giobbe a un certo punto non sanno cosa dire. Questo non vuol dire che allora non facciamo niente quando un fratello o una sorella soffre. Possiamo, anzi dobbiamo pregare con loro e consolarli, ma non dobbiamo cercare di prendere il posto di Dio.
Alla fine Dio risponde a Giobbe, ma non è la risposta che ci aspettiamo e sicuramente non quella che si aspettava Giobbe. Dio risponde a Giobbe chiedendo, “Chi è costui che oscura i miei disegni con parole prive di senno? Cingiti i fianchi come un prode; io ti farò delle domande e tu insegnami!” (Giobbe 38,2-3). Risponde a Giobbe ricordandogli chi è la creatura e chi è il Creatore. Nelle nostre sofferenze Dio può risponderci, ma la maggior parte delle volte non ci risponderà nel modo in cui pensiamo. Attraverso le risposte che Dio ci dà, Egli rivela sé stesso e ci porta a fidarci più di Lui. Ci trasforma in modo radicale, come trasformò Giobbe.
Quello che rende vivibile la sofferenza è sapere che il nostro Redentore vive. Noi possiamo sopportare le sofferenza perché il nostro dolore è attraversato dalla speranza nel nostro Redentore che vive.
Anche se Giobbe visse prima che Cristo s’incarnò, ritroviamo Cristo in questo libro della Bibbia. Giobbe raffigura Cristo in un certo senso, ma con una grande differenza: Cristo soffrì infinitamente di più di Giobbe. Pensiamo al fatto che Giobbe perse dieci figli in un giorno. Solo il pensiero di perdere un figlio ci pare insopportabile. Invece Cristo ha sopportato quel dolore e tanto di più sulla croce quando si è caricato dei nostri peccati. A differenza di Giobbe, Cristo non è andato contro il piano di Dio.
In questo libro, Bartholomew presenta una lettura spirituale della storia di Giobbe, un modo profondo di avvicinarsi ad essa che ci trasforma e che ci fa capire meglio la sofferenza mantenendo la fiducia che Dio ha tutto sotto controllo e che Lui è il Signore. Le domande conclusive e le risposte che sono seguite hanno ulteriormente arricchito la bellissima serata di “Libri per Roma”.
N.B. Il prossimo appuntamento di “Libri per Roma” è per sabato 5 dicembre 2026 con la presentazione di Antonio Marchesi – Riccardo Noury, Giustizia senza confini. Crimini internazionali e lotta all’impunità, Busto Arsizio (VA), People 2023 e Genocidi, Busto Arsizio (VA), People 2025. Incontro con Antonio Marchesi, professore di Diritto internazionale all’Università di Teramo e all’American University of Rome.