Navigare nel luna park delle frequentazioni cristiane
Ci sono tante sfide che i single credenti in Italia si trovano ad affrontare. Anche aprirsi a frequentare un uomo o una donna cristiani può diventarlo senza il giusto orientamento. Spesso, lo scoraggiamento porta a pensare che il non aver ancora trovato la persona giusta dipenda dall’aspetto fisico, dall’età dalla propria provenienza o da qualche mancanza personale.
Le delusioni che spesso si vivono in questo campo sembrano confermare le proprie paure e si finisce per vivere il celibato o il nubilato con cuore pesante e con la tentazione di voler “risolvere” questa condizione al più presto.
Senza la giusta saggezza si può finire quindi per vivere il “mondo del dating cristiano” con le stesse dinamiche fluide e disorientanti che si incontrano nel resto della società. Si proiettano le proprie vite sui social creando narrazioni finte per rendersi desiderabili, salvo poi non essere più capaci di farsi conoscere realmente per chi si è. Si intrattengono conversazioni attraverso i social senza intenzionalità o impegno perché si può sempre “bloccare” o “ghostare” l’altro come se nulla fosse accaduto. Si può finire per cercare compagnia temporanea senza progettualità credendo che, purché si restringa il campo a frequentare altri cristiani, tutto vada bene.
Dall’altro lato, si può facilmente restare disorientati e affidare il proprio benessere emotivo all’apprezzamento ricevuto in queste dinamiche e fare fatica a trovare coraggio e disciplina per interrompere questo tipo di interazioni.
La fede in Cristo è una fede che ci invita a mettere in discussione ogni ambito della vita alla luce della sua Parola. Anche frequentare qualcuno può e deve essere fatto in modo guarito. Aprirsi a conoscere persone nuove con la prospettiva che possano diventare il nostro potenziale coniuge deve essere vissuto con la guida della Parola di Dio e con l’aiuto della chiesa se possibile.
Essere single, infatti non vuol dire necessariamente essere soli. Nella sua grazia, il Signore ci chiama a vivere la vita cristiana nella chiesa, dove i pesi del nostro cuore possono essere condivisi con credenti maturi e sensibili, capaci di ascoltarci e di offrirci aiuto e saggezza. La chiesa può diventare così un luogo in cui imparare a discernere, a essere conosciuti realmente e ad affrontare anche il desiderio di una relazione senza lasciarsi dominare da esso.
Per non cadere nelle dinamiche disorientanti del “frequentare qualcuno” senza una reale prospettiva, possiamo allora porci alcune domande. Se il nubilato o il celibato fossero un’occasione per cercare la volontà di Dio per la nostra vita? Se cercassimo davvero la sua guida anche nel modo in cui ci apriamo a possibili frequentazioni? Se lo usassimo come un tempo per chiedere al Signore a cuore aperto quale è il suo piano per le nostre vite. Come vuole usare questa stagione per la Sua gloria?
E se ci stesse invitando a considerare che la mancanza di un partner non indica che dovremmo essere diversi affinché qualcuno ci apprezzi così come le bugie di Satana tentano di farci credere? Dio ci ha creati con cura e siamo la Sua opera d’arte (Genesi 1, Salmo 139).
L’ambito delle relazioni tocca letteralmente il cuore delle nostre vite e la tentazione di viverlo secondo la nostra impazienza e senza considerare la guida del Signore è sempre dietro l’angolo, ma Cristo ci chiama a morire a noi stessi in ogni ambito della vita, anche nelle relazioni. La nostra fede non può essere compartimentata. Il Signore desidera una vita integra, non un “sì, ma...”, né un “forse”, ma un sì fiducioso alla Sua volontà.
Che il profumo di Cristo possa caratterizzare le nostre relazioni e che possiamo imparare a fidarci davvero del fatto che il Signore sa ciò che è meglio per noi. Come il Salmista dice in Salmo 37 versetto 4: “Trova la tua gioia nel Signore ed egli appagherà i desideri del tuo cuore”.