La mariologia cattolica si sta ridimensionando?

 
 

Indipendentemente l’uno dall’altro, alcuni amici evangelici mi hanno mandato messaggi con il video della conferenza stampa del card. Victor Manuel Fernandez del 5/11/2025, in occasione della presentazione della Nota “Mater Populis Fidelis”. In quel documento vaticano, veniva tra l’altro chiusa la porta per ora al riconoscimento a Maria del titolo di “Corredentrice”, pur non rinnegando niente della mariologia cattolica (i dogmi mariani dell’Immacolata Concezione e dell’assunzione corporale, le devozioni mariane, le apparizioni mariane, ecc.).


Nel video, il card. Fernandez legge Atti 4,12 e 1 Timoteo 2,5 e dice giustamente che essi escludono la corredenzione di Maria. Quello che non dice è che essi escludono anche la mediazione di Maria della grazia divina che invece è radicata nella dogmatica cattolica. 


Per la Bibbia, Gesù Cristo è l’unico Salvatore e l’unico Mediatore. Come Dio-uomo, Egli è l’unico che può esserlo: Maria è solo una persona umana e non può salvare. Come persona morta e risorta, Gesù Cristo è l’unico che può farlo: Maria è morta ma non è risorta e beneficia della salvezza come tutti i credenti in attesa della resurrezione. Come Seconda Persona della Trinità, Gesù Cristo opera la salvezza e la mediazione in armonia col Padre e con lo Spirito Santo: Maria non è parte della Trinità e quindi non partecipa alla mediazione della grazia divina. Purtroppo, il card. Fernandez non dice tutto ciò.


Ascoltando superficialmente il video, alcuni osservatori evangelici, ma anche alcuni cattolici ecumenici, potrebbero dire: “il cattolicesimo sta ridimensionando la sua mariologia”; “il rinnovamento biblico sta portando frutti nello snellimento delle pratiche mariane”; “la mariologia diventa meno centrale nel vissuto cattolico”, …


Il cattolicesimo è una realtà complessa, ma non si piega a letture approssimative e unilaterali come questi commenti vorrebbero far credere. Lo stesso card. Fernandez e la stessa nota “Mater Populis Fidelis” non spostano di una virgola l’assetto dogmatico cattolico su Maria, non mettono affatto in discussione le pratiche mariane, non scoraggiano assolutamente le devozioni mariane. In altre parole, il richiamo della Nota è un momentaneo stop ad un possibile ulteriore sviluppo della mariologia cattolica, ma non una messa in discussione della stessa. Per ora, la mariologia cattolica non si espande, ma non si ritira da dove è già.


Ad esempio, di questi giorni è la notizia che in Polonia è stata inaugurata, con tanto di benedizione della diocesi locale, la statua di Maria più grande d’Europa. Si tratta di una 

statua monumentale della Madonna, alta complessivamente 55,6 metri, situata in un paesino che da secoli custodisce una devozione mariana. La figura vera e propria misura circa 40,6 metri; altri 15 metri sono costituiti dal basamento a forma di corona, all’interno del quale sono stati realizzati una scala, un ascensore e una terrazza panoramica. La costruzione è in cemento armato e acciaio e per realizzarla sono stati utilizzati circa 2.500 metri cubi di calcestruzzo.


Cosa dice questo colosso eretto in onore di Maria, con tanto di simboli regali e dimensioni gigantesche? Dice che la mariologia cattolica è incistita nel “vangelo” cattolico; essa è parte del suo DNA; essa tocca il cuore del vissuto religioso cattolico. Dice anche che, per quanto qualcuno tiri la coperta per non far riconoscere il titolo di “corredentrice” per il momento, qualcun altro nella chiesa cattolica tira la stessa coperta per alimentare il culto mariano a scapito dell’insegnamento di Atti 4,12 e di 1 Timoteo 2,5.


Il cattolicesimo è una realtà che fluttua nel mare della storia. Mentre sembra prendere una direzione, ne imbocca anche un’altra. Mentre si apre ad un interlocutore, lo fa anche con mille altri. Mentre dà conto di integrare un’istanza, ne assimila altre cento. 


No, la mariologia cattolica non si sta ridimensionando. Galleggia nelle dinamiche del cattolicesimo romano. Ciò che la sorregge non è il riconoscimento del primato della Scrittura in materia di fede e di vita e i suoi argini non sono gli insegnamenti biblici. La mariologia cattolica è retta da un sistema autoreferenziale e tendenzialmente idolatrico che solo una riforma biblica può scalzare.


Gli amici che, guardando il video del card. Fernandez, sperano che il cattolicesimo stia cambiando in senso evangelico dovrebbero guardare anche la statua colossale di Maria appena eretta in Polonia. È lo stesso cattolicesimo che, senza cambiare, richiede e legittima e l’uno e l’altro