Se la predicazione è noiosa c’è qualcosa che non va
Quella di Eutico è la storia biblica (Atti 20) che ogni predicatore deve avere sempre a mente. Egli fu il ragazzo che, appoggiato sul davanzale della finestra, si addormentò a seguito del prolungarsi del sermone di Paolo e cadde giù. Metaforicamente, l’esperienza di Eutico è ripetuta nelle chiese. Sermoni prolissi e noiosi possono dar luogo a catalessi o distrazione in coloro che dovrebbero ascoltare.
Come evitare che i sermoni siano noiosi? Di questo e altro si è parlato nella conferenza di Dwayne Milioni, professore di omiletica al Southeastern Baptist Theological Seminary (Carolina del Nord), tenuta a Roma il 17 giugno in occasione della serata pubblica del Rome Scholars and Leaders Network.
Alla presenza di un pubblico di giovani, donne, uomini e bambini, il prof. Milioni ha parlato su “La predicazione: perché è importante e come evitare che diventi noiosa”.
Innanzitutto, per Milioni “un predicatore fedele ha come riferimento il testo ispirato dallo Spirito Santo affinchè le persone ascoltino la voce di Dio, vedano Cristo e siano spinte a credere in Lui, ad amarlo e a obbedirgli”. La sua mission non è l’esposizione del testo né tanto meno l’esibizione di quello che sa: sotto l’autorità della Parola, il predicatore vuole vedere la gloria di Dio manifestata in lui e negli altri. Con una mission così, può la predicazione essere noiosa?
Come fare? Intanto, la predicazione è tale se è biblica, cioè se parte da Dio. Il predicatore non “inventa” un messaggio da dare, ma lo riceve da Dio nella sua forma canonica. La sua autorità nell’esporlo deriva dalla Parola di Dio.
Poi, la predicazione sta nell’intersezione tra la scienza dell’interpretazione (esegesi) e l’arte della proclamazione (omiletica). Da un lato, essa deve seguire le regole dello studio serio; dall’altro, è un atto comunicativo assimilabile ad un’opera d’arte.
La predicazione è anche teologica, nel senso che il suo compito è alto: predichiamo perché Dio ha parlato, perché la Scrittura è vera, perché Cristo e lo Spirito Santo usano la parola per salvare i peccatori e santificare la chiesa. La predicazione deve essere cristocentrica, perché deve rivelare la persona e l’opera redentrice di Cristo. Essa è rivolta a persone, perciò ha un carattere pastorale: cioè nutre, guida, orienta, protegge, guarisce.
Non solo. La predicazione deve essere persuasiva, perché non è una semplice istruzione. Richiede una risposta, una presa di posizione. La predicazione spinge a cambiare. Il punto è che se interpretiamo male la Scrittura, non abbiamo nessun messaggio da dare; se abbiamo il messaggio ma lo comunichiamo male non serviremo coloro che ne hanno bisogno.
Milioni ha ricordato che, per Agostino ad esempio, la predicazione fedele della Parola di Dio è essenziale per la crescita e la difesa della chiesa. Per questo il vescovo di Ippona curò sia la competenza esegetica sia quella comunicativa, rielaborando i principi retorici di Aristotele e cioè, logos, ethos e pathos, come strumenti al servizio della verità biblica. Inoltre, riprese anche Cicerone il quale sosteneva che chi parla deve saper istruire, deliziare e commuovere il proprio uditorio.
la predicazione deve dimostrare la verità, cioè renderla chiara. Servire la chiarezza del messaggio non significa essere superficiali, ma dimostrare la sua ricchezza e autorevolezza.
La predicazione deve anche deliziare. Ecco l’antidoto alla noia. Ogni predicatore deve predicare per la gioia di Dio e per il suo popolo. Milioni non ha fatto riferimento allo spettacolo e all’intrattenimento, ma ad una parola che permette di incontrare Dio. In altre parole, si tratta di presentare Dio in tutta la sua bellezza attraverso le parole del sermone dette dalla vita del predicatore. Dio non può essere presentato se non con calore, vivacità, piacere. La postura di chi comunica è importante perché cattura l’uditorio oppure lo allontana.
È bene sottolineare la gioia nella predicazione. Ecco i suggerimenti del prof. Milioni per coltivarla:
- Usa un linguaggio concreto e colloquiale. Guarda chi hai di fronte più che i tuoi appunti.
- Ricrea la narrazione del testo. Le persone sono attratte da storie ben costruite.
- Usa esempi che chiariscono, non che abbelliscono. Ogni esempio è come una finestra che permette di vedere meglio.
- Varia il ritmo, il tono, il volume della voce. Esprimi l’emozione del testo.
- Usa un umorismo appropriato e umile, che possa abbassare le difese e smascherare la follia.
La predicazione è al servizio dell’amore, della fede e dell’ubbidienza. La predicazione deve portare le persone a rispondere. Una lezione può spiegare un concetto, un sermone esorta i peccatori a farsi cambiare da Dio.
Con sermoni noiosi, il rischio di ripetere la storia di Eutico è sempre presente. Dio concesse a Paolo di far risorgere il ragazzo. Lo Spirito Santo dia grazia di ravvivare preventivamente gli ascoltatori con una predicazione fedele ed avvincente.