Il gioiello più raro (III). Dono della provvidenza divina

 
 

Il gioiello più raro è la contentezza e inizia a essere sperimentato mediante un’opera interiore di Dio. Nel suo libro sulla contentezza cristiana, Andrew Davis parla di un museo della storia della tecnologia che si trova a Dresda, Germania. In questo museo c’è un orologio da polso fatto da due uomini che si chiama La grande complessità. Se volessi comprare questo orologio nuovo, ti costerebbe più di 2 milioni di euro e la sua costruzione richiederebbe un anno intero. È composto di 876 parti e ciascuna parte è fatta a mano. È così preciso che ogni parte viene lavorata fino a dieci millesimi di pollice. 

Davis paragona questi orologiai al Signore e al meticoloso assemblaggio della sua chiesa per mezzo della sua storia redentiva nei secoli. Questi provetti orologiai amano il loro mestiere e sono molto orgogliosi di ogni piccolissima parte dell’orologio che viene costruita con le loro mani. È lo stesso per il Signore trinitario della Bibbia. I teologi hanno un nome per l’attività continua del Signore in ogni singolo dettaglio della sua creazione: la provvidenza. Senza una comprensione della provvidenza di Dio, non è possibile conoscere la contentezza. Se le attività quotidiane delle nostre vite - anche quelle più banali - non vengono viste e capite per mezzo delle lenti della provvidenza di Dio, il gioiello prezioso della contentezza non verrà mai trovato. 

Molto spesso siamo tentati di vedere e capire gli avvenimenti delle nostre vite con le lenti che il mondo ci provvede. Si parla spesso di sfortuna, fortuna e destino. Molto spesso si parla del karma. Riceverai quello che ti meriti in questa vita. “Che senso ha?” è una domanda che ci facciamo spesso quando ci troviamo in mezzo alle prove. “Cosa ho fatto per meritare questo?” Oppure quando capita una cosa bella, ciò è dovuto alla buona fortuna. 

La provvidenza di Dio, invece, vede gli avvenimenti della vita in maniera molto diversa. La provvidenza vede una Persona dietro ogni evento e ogni avvenimento, a prescindere dal bene o dal male di esso. L’intento c’è sempre. C’è sempre uno scopo. C’è sempre un piano. Niente avviene per caso. Gli sbagli non esistono per il Dio provvidente della Bibbia. Davis definisce la dottrina della provvidenza così: “La provvidenza è l’attività diretta di Dio nell’universo che ha creato, sostenendo in ogni momento la sua esistenza, prevalendo su ogni avvenimento affinché la sua volontà venga sempre compiuta e fatta” (p. 57). 

Fondamentale a questa definizione è il rifiuto totale dell’idea che l’universo possa esistere anche per un secondo se non fosse per la continua attività sovrana di Dio in esso. La Bibbia lo afferma: “Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui” (Colossesi 1,17). “Non lo sai tu? Non l’hai mai udito? Il Signore è Dio eterno, il creatore degli estremi confini della terra; egli non si affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile” (Isaia 40,28). Anche gli avvenimenti delle nostre vite che sembrano molto random e insignificanti sono in realtà prodotti della provvidenza di Dio, che è sempre all’opera in ogni dettaglio delle nostre vite per compiere il suo piano e la sua volontà. “Si getta la sorte nel grembo, ma ogni decisione viene dal Signore” (Proverbi 16,33). 

Davis riassume bene: “Questa dottrina della meticolosa sovranità provvidenziale del Signore nel mondo è fondamentale per la contentezza cristiana. Scopriamo la vera contentezza quando ci dilettiamo nel saggio piano di Dio per la nostra vita, quando permettiamo a Lui di guidarci in esso, e quando lo accettiamo con umiltà. Senza la provvidenza, è impossibile trovare la contentezza in ogni circostanza” (p. 68). 

Ciò detto, prendiamo un attimo per riflettere. Abbiamo capito bene questa dottrina della provvidenza di Dio? Abbiamo capito che il Signore, come i creatori de La grande complessità, è meticolosamente coinvolto e interessato ad ogni piccolo dettaglio della vita? Abbiamo capito che tutto quello che accade fa parte del piano di Dio? O crediamo che solo certe cose facciano parte del suo piano, e altre no? 

Facciamo, allora, una prova molto semplice per capire quale è esattamente il livello della nostra conoscenza della provvidenza di Dio. Così possiamo anche capire se siamo veramente contenti o no. Iniziamo. Quanto spesso ti lamenti? Quanto spesso dici “Non è giusto!”? Quanto spesso ti confronti con altri e poi ti piangi addosso? (“Perché lui è sposato, ma io no?”, “Perché lui ha un buon lavoro, ma io no?”, “Perché lui ha così tanti soldi, ma io faccio fatica a pagare l’affitto ogni mese?”,“Perché lui non ha dei problemi sanitari, ma io sono sempre malato?”,“Perché la vita per lui è così facile, ma per me è così difficile?” ecc.). 

Il tuo essere single, è per te un dono del Signore che fa parte del suo piano per la tua vita in questo momento? O forse il Signore non si interessa di questa parte della tua vita e la sua provvidenza non c’entra in questo caso? Come vedi il tuo lavoro e il tuo stato economico? Fanno parte del piano di Dio per la tua vita o sono invece soltanto prodotti del corrotto sistema politico che ti opprime, e quindi la provvidenza di Dio non ha niente a che fare con esso? I tuoi problemi sanitari continui: fanno parte del piano di Dio per la tua vita? È all’opera per mezzo di essi per compiere la sua volontà? O sono soltanto prodotti del peccato e la provvidenza di Dio non c’entra? La perdita di un caro che stai sperimentando: vedi la mano del Signore all’opera per mezzo di essa? Fa parte del suo piano? O è anch’essa soltanto frutto del peccato, e quindi Dio rimane lontano? Quale caratteristica ti descrive meglio: la gioia o l’amarezza? Come ti vedi: sempre vittima o sempre il beneficiario della stupenda grazia del Signore? 

Allora? Come è andata la prova? Prima di rispondere è importante evidenziare una cosa. Il problema non risiede nelle suddette domande. No. Le domande sono normali. Il problema risiede nelle nostre risposte e nell’atteggiamento del nostro cuore di fronte ad esse. Se queste domande ti descrivono e non riesci a vedere la mano del Signore all’opera in ogni piccolo dettaglio, anche e soprattutto quando ti trovi nelle difficoltà, allora non hai capito la dottrina della provvidenza, e non sei contento, e non potrai mai scoprire la contentezza cristiana. Questo gioiello rimarrà sempre nascosto. 

Dobbiamo tornare alla parola di Dio per vedere che Dio è sovrano su ogni cosa. Ci deve essere un ravvedimento del cuore. Niente succede per caso. Niente prende il Signore alla sprovvista. La sua provvidenza riguarda ogni piccolo dettaglio della vita. “Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri” (Matteo 10,29-31). Lui è sempre all’opera, per mezzo di ogni dettaglio, per far maturare e per perfezionare la sua chiesa e per compiere la sua volontà, affinché il suo nome possa essere glorificato in tutta la terra. “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno” (Romani 8,29). Per trovare il raro gioiello della contentezza cristiana, dobbiamo capire la provvidenza di Dio. 

(Continua: Nella quarta parte evidenzieremo alcune scuse comuni di un cuore che non conosce la contentezza e che si lamenta sempre