Laboratorio della predicazione (II). Predicare Dio secondo Dio
Nell’ambito del Laboratorio della predicazione (Padova, 9-11 luglio) si è tenuta una sessione sulla predicazione di Paolo. Sebbene non sia un'analisi sistematica di tutta la sua predicazione, per molti studiosi 1 Corinzi 1-4 è il locus classicus sull'argomento.[1] Sono stati presi in esame tre aspetti essenziali.
A) Persuadere con la forza del vangelo
Tutti coloro che sono impegnati nella predicazione sono consapevoli della necessità di essere rivelanti rispetto al loro contesto ecclesiale e sociale. Come diceva Karl Barth: "Chi predica deve avere la Bibbnia in una mano e il giornale nell'altra". Anche Paolo non fu esente da questa sfida. Gli oratori del suo tempo utilizzavano varie tecniche di persuasione con lo scopo di guadagnare il consenso del pubblico per il timore di un giudizio negativo.
Paolo non si adeguò mai a questo modello perché i suoi obiettivi furono radicalmente diversi. Il brano di 1 Corinzi 1,10–4,21, anche se non esaustivo, può essere definito come un’apologia del ministero apostolico di Paolo. La sua predicazione fu un messaggio proveniente da Cristo stesso (1,17). Chi lo contestava, lo faceva perché usava standard di giudizi mondani (3,10-11).
Quali? È Paolo stesso a dirceli in brani come 2 Corinzi 10,10; 11,6, ecco perché fu costretto a spiegare il suo modus operandi come predicatore. Per Paolo le tecniche persuasive della retorica comune, adatte per altri scopi, se usate nella predicazione del Vangelo non avrebbe portato nessuno alla croce (1,21). Era in gioco il Vangelo stesso. I risultati della sua predicazione non dipendevano dalle sue capacità persuasive, ma dalla "potenza di Dio" (2,5).
La natura teocentrica del Vangelo possiede una dinamica persuasiva propria, cio significa che la fede non è una possibilità umana aperta all’influenza di chi predica, ma un dono di Dio grazie all'azione dello Spirito attraverso l’ascolto della parola della croce. Questo fu il suo criterio omiletico. Per cui il suo compito non fu quello di manipolare o forzare l'adesione di chi ascoltava, ma di trasmettere un messaggio già dato.
Ci sono nella predicazione di oggi "criteri omiletici" non del tutto in linea con quelli della predicazione di Paolo? Che dire di quelle predicazioni che tendono a stimolare solo le emozioni di chi ascolta, ma che impediscono di capire il suo reale stato e bisogno del Vangelo? O di quelle cariche di storie sentimentali che affascinano il pubblico, ma non riescono a condurlo a Cristo. Oppure, le predicazioni moralistiche che spesso trascurano il dato dirimente del peccato e fanno leva sul "devi fare..", senza il presupposto della grazia che unisce l'indicativo "voi siete", all'imperativo "quindi siate".
B) Predicare mettendosi in gioco come predicatore
Nella complessa situazione della chiesa di Corinto, Paolo non si limitò solo a scrivere ed esortare: la sua persona fu parte essenziale della predicazione. Egli è molto presente in prima persona con domande retoriche 1,13 (2 volte), in relazione al battesimo v.14a e 16; all'evangelizzazione v.17a, questo fin dall'inizio della sua predicazione 2,1a... In particolare, 2,1-5 ci dice che la forma del messaggio, il contenuto del messaggio v.2, e il predicatore del messaggio v.3 sono in totale armonia, non può esserci discrepanza.
In sostanza, è il massaggio che plasma la forma della comunicazione e l'atteggiamento di chi predica. Quindi, la persona di Paolo e la sua predicazione sono strettamente connesse ai diversi problemi teologici e pastorali che affronta. Le sue esortazioni, ammonimenti e difesa non sono una parte secondaria della sua predicazione, sono essenziali, a volte sembra che siano la stessa cosa (4,6 e 16).
L'esperienza di Paolo è paradigmatica. Ci dice che chi predica comunica già un messaggio, la sua persona e la sua vita sono una parte importante del messaggio. Gordon Fee osserva che per Paolo nella predicazione "il pericolo reale è il senso dell'autosufficenza che si annida nella correttezza formale che ostacola quello che dovrebbe essere l'unico obiettivo; il Vangelo proclamato attraverso la debolezza umana, unita alla potenza dell'opera dello Spirito, in modo che le vite siano cambiate attraverso l'incontro divino-umano".[2]
C) Annunciare Dio secondo Dio
Un aspetto di questa identificazione fra il messaggio e il messaggero è evidente nelle continue antitesi che Paolo usa per precisare che la sua predicazione è aderente al messaggio della croce.
Alcuni esempi. Paolo fu chiamato a predicare v.17b "non con sapienza", ma v.18 con la parola della croce. v.22 gli uomini vogliono segni di potenza e sapienza, v.23 "ma noi.."; 2,1-2 il suo annuncio non fu con eccellenza di parola.. ma con l'unica parola.. 2,4 non si presentò con discorsi di sapienza umana, "ma in dimostrazione di Spirito..".
Queste non sono semplici precisazioni astratte, né dettate da necessità di difesa personale. Esse hanno una base teologica molto importante. La predicazione e l'azione pastorale di Paolo hanno Dio come modello. A questo proposito, Giuseppe Barbaglio osserva: "L'agire di Dio, insensato agl'occhi del mondo, è più sapiente della sapienza umana.. ciò che è insensato per il mondo, Dio lo ha scelto per coprire di vergogna i sapienti".[3]
In conclusione, la fiducia di Paolo nella sua predicazione si fonda su tre pilatri. Primo, l’origine del suo messaggio e della sua autorità sono divine. È “parola di Dio” (2 Corinzi 4,2a). Secondo, il contenuto del messaggio è solido; Paolo predica la verità, quella che va "resa pubblica” (v. 2b). Terzo, Paolo è fiducioso nella potenza della sua predicazione perché la sua fiducia non si basa sulla retorica o sulle qualifiche umane (2,1-5), ma su Dio (1,18b).
[1]: Duane Litfin, Paul's Theology of Preaching: The Apostle's Challenge to the Art of Persuasion in Ancient Corinth, Downers Grove, IVP 2015.
[2]: Gordon D. Fee, The First Epistle to the Corinthians, Grand Rapids, Eerdmans 1987, pp. 96-97.
[3]: Giuseppe Barbaglio, La prima lettera ai Corinzi, Bologna, Dehoniane 1996, p. 93.
Della stessa serie:
“Laboratorio della predicazione (I). In ascolto di Pierre Marcel” (13/7/2026)