Le abitudini della grazia (I). Ascoltare la voce di Dio

 
 

Con l’avvento dell’estate, la tendenza naturale è quella di “svuotare” le nostre vite dagli impegni, dai ritmi frenetici e dalle routine serrate per ritrovare riposo e ristoro. Mentre i ritmi rallentano, però, una lettura che può aiutarci a trovare il vero riposo è Le abitudini della grazia di David Mathis (ADI Media, 2017). Il messaggio controculturale è l’importanza delle discipline spirituali e come queste possano diventare autentiche oasi di ristoro nella nostra quotidianità anche nelle stagioni più impegnative. 


La vera calma, la serenità e il riposo profondo non derivano dallo svuotare le nostre vite, ma dall’intenzionale scelta di riempirle della presenza del Signore. È attraverso gli strumenti della grazia che impariamo ad ascoltare la sua voce, a ricercare la sua volontà nella preghiera, a vivere la comunione fraterna e, in definitiva, a vedere le nostre menti trasformate e rese sempre più conformi a quella di Cristo.


La lettura della Bibbia, la preghiera, la meditazione, la comunione, che spesso sono chiamate “discipline spirituali”, vengono definite da Mathis come “abitudini della grazia”. Ciò per sottolineare che non sono strumenti per guadagnare il favore di Dio, ma per vivere sulla via della grazia aperta per noi e per restare ricettivi e reattivi a quello che il Signore vuole insegnarci. 


Le abitudini della grazia sono i passi necessari per dimorare nel Signore e godere della sua pace; sono i mezzi ordinari con cui la grazia continua ad operare nella vita di coloro che sono stati già rigenerati dalla stessa grazia. 


Il libro non è un elenco di abitudini da prendere per poter essere cristiani migliori, ma si concentra sul “tenere aperti i canali della grazia” per “allenarsi alla sanità” così come Paolo invitava Timoteo a fare. (1 Tim 4,7)


Negli ultimi anni, si è anche sviluppata una narrazione estetica e romantica rispetto alle discipline spirituali che puntualmente finisce sui social: fare journaling, prendersi del tempo per stare da soli immersi nella natura, crearsi degli spazi appositi in casa…


L’approccio di Mathis non ha a che vedere con questo tipo di disciplina che tenta di riverniciare le strutture esterne della nostra vita, ma si concentra sul costruire le fondamenta della nostra vita sulla pratica di restare in comunione continua con Dio e con la sua chiesa.


La prima parte del libro si concentra sull’ascoltare la voce di Dio e quindi su tutte le abitudini che ci fanno restare ancorati alla Sua Parola. La premessa alle abitudini come la lettura, lo studio e la meditazione si trovano nel fatto che i cristiani credono in un Dio che parla e la cui Parola è vivente e vera. Dio si è rivelato a noi con la sua Parola. E, ancora di più, la Sua Parola si è incarnata. Gesù era la Parola-persona che ha vinto il peccato con la sua morte-resurrezione e di cui abbiamo bisogno per vivere. 


Non solo Dio ha permesso alla sua Parola di dimorare in mezzo a noi per un tempo, ma si è rivelato anche attraverso la sua Parola scritta: la Bibbia che continua a parlare. Quindi, poiché crediamo in questo Dio che parla e si auto-rivela, incontrarlo nella sua Parola è necessario per conoscerlo e crescere in Lui. 


Da questa comprensione deriva la necessità di esercitare l’abitudine della lettura della Bibbia. Mathis non parla di tecniche, di piani di lettura infallibili o di metodi innovativi. Parla della necessità che la lettura della Parola diventi una priorità, un modo per restare aperti alla voce del Signore quotidianamente. Ad accompagnare la lettura, è necessario riscoprire anche la pratica della meditazione, dello studio e del memorizzare pezzi della Scrittura. 


L’autore infatti invita a non restare su un unico livello di comprensione della Parola, ma a scavare in essa. Le discipline della lettura, della meditazione, dello studio e della memorizzazione dei versetti sono diverse tra loro e non necessariamente vanno sempre insieme e contemporaneamente. Eppure, sono tutte riconducibili al mettersi in ascolto della volontà di Dio per noi e a edificare la struttura della nostra vita sulle sue parole di Vita. 


Da questa prospettiva, la lettura e lo studio della Bibbia non sono tra le attività di cui liberarsi in estate per un riposo più profondo. Anzi, sono l’abitudine da rinforzare per rigenerarsi in maniera efficace e duratura.


(continua)