I numeri del “quiet revival” sono falsi. Come si riconosce un vero risveglio spirituale?
Dopo anni di statistiche deprimenti sul declino della frequentazione delle chiese, la notizia del "risveglio silenzioso" (quiet revival) dello scorso anno è sembrata una buona notizia a lungo attesa. Basato sui dati dei sondaggi YouGov e trasformato in un rapporto dalla Società Biblica britannica, nell'Occidente secolarizzato si starebbe assistendo a una sorprendente rinascita della fede in Dio.
Eppure, attivisti laici hanno fatto notare che le cifre relative all'aumento della frequenza alle funzioni religiose non rispecchiavano i numeri effettivi di presenze riportati dalle diverse confessioni. Al contrario, i dati mostrano un continuo calo della frequenza in tutte le fasce d'età.
Alla fine, la Società Biblica si è vista costretta al ritiro del rapporto “Quiet revival”, dopo aver scoperto che YouGov "non aveva attivato le principali tecnologie di controllo qualità che proteggono il campione da un'ampia gamma di errori, compromettendo così l'affidabilità del risultato". A quanto pare, il sondaggio è stato inquinato da partecipanti falsi.
Questo ci dice che bisogna essere molto cauti nel riporre la fiducia in sondaggi e rilevazioni, soprattutto quando fanno leva sui nostri desideri di vedere un cambiamento. Ma, soprattutto, perché la fede cristiana non può esser misurata con strumenti statistici e sondaggi a pioggia. Non è un bene di consumo!
Tuttavia, nonostante il ritiro del rapporto della Società Biblica, Le Figaro, uno dei principali quotidiani francesi, ha pubblicato un articolo a pagina intera sul continuo aumento dei battesimi tra gli adulti. Negli ultimi due anni, questo Paese notoriamente laico ha registrato il maggior numero di conversioni al cattolicesimo tra gli adulti a memoria d'uomo. Si prevede che la Veglia Pasquale di quest'anno stabilirà un nuovo record, con oltre 20.000 persone che entreranno a far parte della chiesa cattolica.
Anche la Spagna segnala una tendenza simile. Qualcosa di inaspettato sta accadendo anche in Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca, dove si registra un aumento di interesse, soprattutto tra i giovani uomini. Allo stesso modo, molte parrocchie ortodosse in tutta Europa stanno affrontando un boom di giovani catecumeni. Anche la partecipazione ai corsi Alpha, un'introduzione al cristianesimo offerta da molte chiese è aumentata notevolmente negli ultimi due anni.
La Repubblica (11/01/2026) riporta che le vendite di Bibbie in Gran Bretagna hanno raggiunto un livello record, passando da 2,69 milioni di sterline a oltre 6,3 milioni di sterline tra il 2019 e il 2025.
Come possiamo leggere questo "cambiamento di atmosfera"? Per non parlare dei cristiani culturali tra cui l'ex attivista atea Ayaan Hirsi Ali, il sociologo Michael Murray, o del "nazionalismo cristiano". Ci sono criteri sicuri per riconoscere un vero risveglio spirituale?
Il teologo americano Jonathan Edwards (1703-1758) ha trascorso decenni come pastore, osservando persone che frequentavano le riunioni, vivevano esperienze emotive, credevano nelle dottrine giuste e poi, o si allontanavano dalla fede o continuavano a vivere nei loro peccati. Questa sua lunga esperienza lo portò a individuare diversi criteri per riconoscere una vera da una falsa conversione. [1]
Le emozioni possono essere autentiche, le convinzioni sincere, ma non salvano perché non cambiano la radice del problema. Edwards scrisse: "Esistono falsi affetti che spesso vengono scambiati per veri, poiché il diavolo può contraffare tutte le operazioni salvifiche e le grazie dello Spirito di Dio" (p. 20).
In altre parole, ogni esperienza spirituale che presume di dimostrare la salvezza, può essere inventata. La differenza non sta nell'esperienza in sé, ma in cosa o chi l'ha prodotta. Ecco perché, nel mezzo del Grande Risveglio con migliaia di conversioni che nel giro di pochi mesi si erano rivelate discutibili, Edwards vide la necessità di fissare dei criteri fondati sulla Scrittura.
Scoprì che le false conversioni avevano schemi prevedibili, ognuno con il proprio meccanismo, ognuno prodotto da una distorsione del Vangelo. Quindi, come si distingue la vera conversione da quella falsa? Per Edwards la vera conversione produce una visione della bellezza di Dio che riordina tutti gli affetti attorno a Dio stesso. La falsa conversione produce esperienze religiose che rimangono radicate nell'interesse personale. Il falso convertito ama ciò che Dio gli dà. Il vero convertito ama chi è Dio.
Egli notò che l'esperienza emotiva di tanti era reale, ma non la grazia. Se il tuo amore per Dio dipende dall'intensità emotiva, quando i sentimenti svaniscono, svanisce anche la tua ricerca di Dio? La fede del convertito emotivo sale e scende con i suoi sentimenti. La fede del vero convertito è radicata in un'autentica esperienza spirituale che persiste anche quando i sentimenti sono assenti.
Si trovò davanti al convertito intellettuale con una teologia corretta. Davanti a un esame dottrinale lo avrebbe superato. Edwards osservò persone con una dottrina perfetta ma con il cuore insensibile. Conoscevano la santità di Dio senza però apprezzarla.
Nella sua tassonomia, Edwards esamina sette categorie di falsi credenti con una lucidità pastorale e una sapienza spirituale delle quali anche la chiesa di oggi ha un bisogno urgentissimo. Del resto, se mai dovesse davvero iniziare un vero risveglio spirituale, non avremo certo bisogno di statistiche o sondaggi per capirlo. Sarà evidente e riconoscibile. “Li riconoscere dai frutti” (Matteo 7,16-20).
[1]: Segni caratteristici di un'opera dello Spirito di Dio, Caltanissetta, Alfa &Omega 1988.