Riformati battisti (III). La matrice evangelica
In occasione del ventennale delle chiese CERBI (Chiese evangeliche riformate battiste in Italia), è appena uscito l’ultimo libro di Pietro Bolognesi, Riformati battisti. Profili confessanti della fede evangelica, Caltanissetta, Alfa&Omega 2026. Data l’importanza della pubblicazione, dedicheremo una serie di articoli a discussioni, spunti e prospettive emergenti dal libro.
I riformati battisti sono prima di tutto cristiani e il fondamento della loro identità risiede nella signoria di Cristo rivelato nella Scrittura. La loro fede non si esaurisce nell’esperienza individuale dei singoli credenti, ma ha una dimensione comunitaria.
Bolognesi scrive: “Da una comunità di egolatri e idolatri, si è stati portati a una comunità di consacrati all’unico vero Dio e a Gesù Cristo che Lui ha mandato a edificare la Sua chiesa” (p. 37). I cristiani non sono solo individui salvati, ma un popolo salvato, una comunità di persone con un'eredità che ci segna nella nostra missione di vita.
Storicamente, le minacce all’ortodossia del credo cristiano sono state costanti. Finchè, nella prima metà del sedicesimo secolo, in risposta a una “de-formatio” delle verità bibliche, il Signore suscitò una “re-formatio”. Si trattò di un fermento spirituale guidato da uomini e donne di Dio che lottarono per un ritorno alla purezza della fede evangelica, oggi conosciuto come Riforma protestante.
Bolognesi mostra come il patrimonio evangelico sia stato recuperato a partire da una situazione di grave distorsione dottrinale. Richiama brevemente alcuni dei principali riformatori e le confessioni di fede nate in quel contesto, le quali non sono semplici documenti storici, ma strumenti ancora oggi utili per correggere comprensioni distorte della fede cristiana. Esse fanno parte integrante della nostra eredità.
Qualcosa, infatti, era andato profondamente storto, compromettendo non solo la teologia, ma anche la vita ecclesiale e la società nel suo insieme. Era necessario un ritorno alla Parola di Dio che precedesse ogni autentica riforma delle strutture teologiche, sociali e culturali. In questo senso, la Riforma si fonda su cinque categorie fondamentali, riassunte nei cinque “Sola, Solus”: Sola Scriptura, Sola gratia, Solus Christus, Sola fides, Soli Deo gloria. Essere riformati significa affermare questi cinque principi come struttura portante della fede cristiana.
Essi non sono solo parte della nostra identità storica, ma accompagnano nel cammino cristiano.
Quando affermiamo il Sola Scriptura, davvero lasciamo che la Bibbia dia struttura alla nostra intera vita personale e di chiesa? Quando affermiamo il Sola gratia, siamo sicuri di aver abbaondonato ogni ansia di guadagno della salvezza? Si percepisce la gioia dell’aver ricevuto un dono immeritato? Quando proclamiamo il Solus Chistus, siamo sicuri di aver abbandonato ogni altro idolo? Quando parliamo del Sola fides, siamo sicuri che tutti percepiscano, intorno a noi, uno stile di vita abbandonato alla fede in Cristo? Quando esclamiamo Soli Deo gloria, crediamo davvero che ogni cosa possa essere vissuta per la gloria di Dio e che non ci sia nessun altro degno di ricevere gloria?
Secondo Bolognesi le etichette “evangelico” e “riformato” non sono termini in contrasto, ma due voci di un’unica confessione. Evangelici: perché viviamo della buona notizia della salvezza per sola grazia. Riformati: perché siamo chiamati a una continua conversione personale ed ecclesiale secondo la Parola di Dio. Dire “riformato” significa dire un “no” deciso alla superstizione e al compromesso e un “sì” radicale alla gloria di Dio soltanto. Il cristiano non si limita a seguire Cristo: annuncia la trasformazione di tutte le cose sotto la sua signoria (p. 52).
L’idea di riformare è quindi più impegnativa rispetto alla prima griglia usata per parlare dei cristiani. Essa costituisce una determinazione più radicale. Il libro ci ricorda che c’è un tempo per riformare. Ci chiede: “La pazienza di Dio guarda alla riforma della persona. Egli mira ad un vero cambiamento. Quanto vogliamo cambiare? Quanto siamo pronti a cambiare? Siamo sicuri di aver veramente chiarito le priorità e di averle rispettate nella nostra vita?” (p. 52).
(continua)
Della stessa serie:
“Riformati battisti (I). Chi sono nel mondo e in Italia?” (16/4/2026)
“Riformati battisti (II). Cristiani prima di tutto” (20/4/2026)