Tim Challies, il blogger evangelico più longevo

 
 

Correva l’anno 2002, quasi cinque lustri fa, agli albori dell’informazione digitale. Tim Challies, giovane nerd canadese aprì un blog www.challies.com e scrisse un articolo senza molte pretese e senza grandi aspettative. Da allora ha postato un articolo al giorno senza interruzione (è arrivato a quasi 15.000 post) diventando il blogger evangelico più longevo e, a detta di molti, tra i più autorevoli influencer riformati della blogsfera. 


Un articolo di Sarah Eekhoff Zylstra sul sito della Gospel Coalition ne racconta la vicenda. Il fenomeno Challies non è la storia di un individuo fai-da-te. O meglio, c’è anche l’abbrivio di una persona introversa e geniale che capisce la potenzialità del blogging e, con tenacia, vi si immerge senza mai farsi sopraffare. 


C’è anche un contesto che ha reso possibile l’esplosione del suo blog. In quegli anni, negli Stati Uniti e nel Canada, nasceva il “nuovo calvinismo” o il movimento dei “giovani, indomiti e riformati” (young, restless and reformed). Avendo come punti di rifermento personalità del calibro di Tim Keller, John Piper, Don Carson e altri, il movimento iniziò a organizzare conferenze di grande successo numerico. Challies fu tra i primi a scrivere blog durante le conferenze, vedendo aumentare vertiginosamente il numero dei follower. Challies è figlio del movimento e vi ha anche contribuito essendo stato tra i primi ad entrare nella blogsfera.


I social hanno fatto il resto. Il successo fu importante al punto che, dal 2015, è diventato un lavoro anche redditizio. Oltre al blog, Challies ha scritto libri, viaggiato e parlato a conferenze, sempre mantenendo l’impegno di postare un nuovo articolo ogni giorno, ininterrottamente da 25 anni.


La storia di Challies non è stata solo rose e fiori. Basti citare solo due “spine” che ha dovuto trattare. Nel 2015 ha avuto un serio problema ai nervi a causa dell’eccessivo digitare sulla tastiera. Da allora ha dovuto ridurre le ore dedicate alla scrittura a “sole” quattro al giorno. Più seriamente ancora, nel 2020 il figlio primogenito Nicholas è morto improvvisamente per arresto cardiaco a vent’anni mentre giocava a pallone con gli amici. L’elaborazione del lutto della famiglia Challies è stato anche oggetto di una serie di articoli che poi sono diventati un libro.


Nonostante la vita a elevato esposizione sui social, la vita di Challies si è sempre mantenuta sobria, modesta, legata alla famiglia e alla chiesa riformata battista locale (di cui è anche diventato uno degli anziani).


Challies non è una star. Personalità timida, dal ragionamento e dall’eloquio “economico”, si esprime al meglio nella scrittura per la sua capacità di sintesi e versatilità. Nei suoi post riesce a coniugare sapienza biblica e profondità di scavo, il tutto dentro i codici della comunicazione del blogging.


L’eco del ministero di Tim Challies è arrivato in Italia. Ha più volte visitato il nostro Paese per vari progetti, predicando in alcune chiese e tenendo conferenze. Tra queste va segnalata la sua partecipazione alle Giornate teologiche del 2024 su “Evangelici e media”.


La lista dei suoi libri tradotti in italiano mostra la trasversalità dei suoi estimatori: