Guerra e nazionalismi, cosa può dire la teologia evangelica? La conferenza della FEET

 
 

Dal 10 al 13 ottobre, la Fellowship of European Evangelical Theologians (FEET) si è riunita a Golem, in Albania, per la sua conferenza biennale. La conferenza ha affrontato un tema particolarmente attuale e rilevante: «Fedeli in tempi turbolenti: risposte ai conflitti, alle guerre e al nazionalismo in Europa». All'evento hanno partecipato circa quaranta persone, tra cui alcuni rappresentanti che avevano preso parte anche alla conferenza dell'Alleanza Evangelica Europea, tenutasi immediatamente prima.


Ogni giornata della conferenza si è aperta con delle meditazioni bibliche guidate di Ciprian Gheorghe-Luca (Romania). Le sessioni plenarie sono state ricche e stimolanti, mettendo in luce le complessità e le sfide legate al concetto di nazione e di nazionalismi. Il tema è stato affrontato da diverse prospettive, rispecchiando la varietà delle discipline teologiche, delle tradizioni evangeliche e dei contesti nazionali rappresentati. 


Gli interventi hanno esplorato la realtà dell'essere stranieri ed esuli (Jan Wessels, Paesi Bassi), la necessità di rimanere fedeli a Cristo nei diversi contesti (Christoph Stenschke, Germania), le prospettive bibliche sul concetto di nazione (Roland Deines, Germania), il nazionalismo e l'identità nazionale nella storia della Repubblica Ceca (Pavel Hošek, Repubblica Ceca), le diverse prospettive sull'impegno politico (Michael Agerbo Mørch, Danimarca) e la responsabilità dei cristiani nei confronti della propria nazione in tempi di guerra e conflitto (Roman Soloviy, Ucraina).


Oltre alle sessioni plenarie, i pomeriggi sono stati dedicati alla presentazione di brevi contributi accademici, riguardanti sia il tema della conferenza sia altre questioni teologiche. È stata inoltre offerta ai gruppi regionali l'opportunità di incontrarsi per conoscersi meglio. Un pastore albanese è stato poi invitato a ripercorrere la storia del movimento evangelico in Albania e a descriverne la situazione attuale nel Paese.


Una delle riflessioni emerse dalla conferenza ha riguardato il ruolo significativo che la storia politica di ciascuna nazione svolge nel plasmare gli atteggiamenti contemporanei nei confronti dell'identità nazionale. Per esempio, coloro che provengono da nazioni con una storia di dominio politico o di affermazione della propria supremazia nazionale tendono a guardare con cautela a qualsiasi forma di nazionalismo o patriottismo. Al contrario, coloro che provengono da nazioni relativamente giovani, nate dopo periodi di dominazione e oppressione straniera, cercano spesso di ridefinire questi concetti, interpretandoli non tanto come espressioni di orgoglio nazionale, quanto piuttosto come manifestazioni di gratitudine per la propria patria.


Più in generale, le discussioni e gli scambi avvenuti durante la conferenza sembrano aver rafforzato la consapevolezza della necessità di una teologia che sia al tempo stesso radicata nella Scrittura e attenta ai contesti storici e culturali. Una tale teologia deve anche essere disposta ad ascoltare e a imparare dalle esperienze dei credenti di altre nazioni, riconoscendo che i diversi percorsi storici possono offrire prospettive preziose per comprendere il complesso rapporto tra Scrittura, fede, identità nazionale e responsabilità politica.


Costituita nel 1976 con l’importante contributo di John Stott e a seguito del Congresso di Losanna del 1974, la FEET raccoglie oggi un centinaio di associati da tutta Europa: teologi, docenti in istituti biblici, cultori delle discipline teologiche.