J.I. Packer attraverso i suoi scritti (V): Conoscere Dio
N.B. Nel 2026 ricorre il centenario della nascita di James I. Packer (1926-2020), teologo britannico che ha influenzato la spiritualità evangelica a cavallo tra la seconda metà del Novecento e i primi decenni del Duemila. Questa serie di articoli prenderà spunto dai suoi scritti pubblicati in italiano e traccerà il profilo che emerge da essi. Su Packer, Loci Communes ha già pubblicato: L. De Chirico, “Conoscere Dio. La catechesi evangelica di J.I. Packer” (18/7/2020); P. Bolognesi, “James I. Packer (1926-2020). Un tributo dall’Italia” (22/7/2020); N. Ciniello, “Invecchiare bene. Tre consigli da Jim Packer” (30/8/2024).
Per parlare di Packer attraverso i suoi scritti, prendere in considerazione Conoscere Dio è a dir poco obbligatorio. Tradotto in oltre dodici lingue e con più di un milione di copie vendute nel mondo, il volume è considerato uno dei best seller cristiani più influenti del secondo Novecento.
Pubblicato originariamente nel 1973, quando apparve in traduzione italiana nel 1979 era già un’opera ampiamente diffusa a livello internazionale e, anche nel nostro Paese, ha conosciuto numerose ristampe e diverse edizioni.
Come poterlo descrivere? Non è la sezione di una teologia sistematica dedicata alla dottrina di Dio, né semplicemente un volume sulle discipline cristiane, neanche un testo sull’antropologia cristiana, eppure, in qualche modo, è tutte queste cose insieme.
Descrive il Dio biblico uno e trino con il rigore del teologo, invita a vivere la propria esistenza in continua contemplazione del Signore e delle sue opere e svela chi ognuno di noi è in relazione a Lui, in un mondo che dona solo incertezze e instabilità.
Conoscere Dio è un libro sulla conoscenza personale di Dio, ma che non lascia in secondo piano la dimensione comunitaria della chiesa attraverso cui conoscere il Signore e con cui adorarlo insieme.
La fortuna del libro risiede proprio nel fatto che chi lo legge difficilmente rimane indifferente ai suoi contenuti perché ha un carattere profondamente pastorale, capace in molti passaggi di toccare le corde più intime dell’animo.
La precisione teologica, infatti, non produce freddezza ma restituisce il senso di cosa significhi avere un cuore trasformato dalla profonda conoscenza del Dio della Bibbia. Packer divide il libro in tre sezioni che delineano anche il percorso atteso dal lettore:
- perché dovremmo conoscere Dio?
- com'è Dio?
- quali sono i benefici della conoscenza di Dio?
La prima parte tratta del bisogno della conoscenza di Dio e smantella subito i preconcetti che sia qualcosa per pochi o, peggio, che sia una pratica di cui i cristiani possano realmente beneficiare se resta una ricerca solamente intellettuale. La conoscenza nozionistica su Dio è già dalle prime righe del testo ritenuta inutile per il cristiano che voglia seriamente rispondere alla rivelazione di Dio con obbedienza, fede, adorazione, sottomissione e servizio.
Packer chiarisce che soltanto una mente disposta all’umiltà può addentrarsi realmente nello studio della persona di Dio. Scoprire la grandezza di Dio, infatti inevitabilmente porta a rilevare la nostra piccolezza. Nonostante ciò, se questa conoscenza conduce alla contemplazione di Dio e delle sue opere, allora essa diventa fonte di profonda consolazione, capace di sostenere il credente nell’agire per lui e di donargli forza d’animo nelle prove della vita.
La conoscenza di Dio, infatti, non è un processo unilaterale. Aprirsi a conoscere veramente chi Dio sia significa anche accettare di essere conosciuti da Lui. L’essere umano è creatura di Dio e il Dio della Bibbia desidera ristabilire la relazione spezzata dal peccato attraverso il sacrificio di Cristo e l’opera dello Spirito Santo. La conoscenza di Dio non è quindi materia astratta: implica entrare in una relazione che trasforma.
Non è casuale che il testo sia puntellato da inni cristiani o da preghiere di vari autori. La conoscenza di Dio inevitabilmente produce lode. La dossologia è parte integrante del discorso sull’unico vero Dio.
Packer è anche chiaro sul fatto che la conoscenza di Dio inevitabilmente deve condurre alla deposizione degli altri idoli che albergano nel nostro cuore. Egli è l’unico Dio vivente che si è incarnato e che si è rivelato e continua a parlarci mediante la sua Parola.
I capitoli centrali del libro invitano alla contemplazione del Re che domina sul suo creato. Particolarmente rilevanti sono quelli sull’ira di Dio, sul suo giudizio e sulla sua gelosia. L’autore riconosce la difficoltà di molti cristiani a leggere degli attributi di Dio che suonano meno piacevoli all’orecchio umano. Essi sono spesso ignorati dalle chiese che vogliono avvicinarsi alla sensibilità contemporanea e che finiscono per predicare un Dio a immagine dell’uomo lontano da quello che Dio rivela di sé stesso.
L’ultima parte del libro ha una forza prorompente. La propiziazione è il concetto su cui Packer insiste di più. Il Dio infinitamente giusto ha manifestato la sua grazia infinita facendosi egli stesso Redentore dell’umanità e assumendo su di sé la pena dovuta al peccato. Questo stesso Dio, così maestoso come descritto nei capitoli centrali, è lo stesso Dio (il Figlio) che si è incarnato, ha preso su di sé le nostre colpe e ci dà la possibilità di essere adottati. Il capitolo sull’adozione è forse il più dolce e toccante di tutti perché mostra come essere figli di Dio doni alla vita del credente pienezza, valore e sicurezza.
Il Dio che Packer descrive non è soltanto degno di essere conosciuto, ma è anche pienamente capace di sostenere, guidare e preservare coloro che confidano in Lui. Conoscerlo veramente significa imparare a dipendere da lui quotidianamente perché la sua grazia è sufficiente in ogni prova e tentazione.
Conoscere Dio è sicuramente uno dei testi più significativi dell’evangelicalismo moderno e, nonostante i suoi oltre cinquant’anni di vita, conserva una straordinaria attualità. L’opera continua a rappresentare un punto di riferimento per chi conoscere Dio ed essere da Lui plasmato. Dopo quasi 50 anni dalla prima edizione italiana, chissà se l’Italia evangelica l’ha veramente letto e assimilato.
Della stessa serie:
“J.I. Packer attraverso i suoi scritti (I): sulla Scrittura” (25/3/2026)
“J.I. Packer attraverso i suoi scritti (II): sull’evangelizzazione e la sovranità di Dio” (30/3/2026)
“J.I. Packer attraverso i suoi scritti (III): sulla salvezza e la giustificazione” (21/4/2026)
“J.I. Packer attraverso i suoi scritti (IV): sulla sostituzione penale” (11/5/2026)