Gioele Di Bartolomeo
Gioele Di Bartolomeo
Cresciuto ai piedi del Gran Sasso, ha conseguito la laurea in Fisioterapia presso l’Università degli Studi dell’Aquila, specializzandosi poi in OMT (Orthopaedic Manipulative Therapist) presso l'Università di Genova. Spostandosi a Roma ha completato il percorso conseguendo la laurea magistrale in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie, presso l’Università La Sapienza di Roma. È diplomato in teologia presso la Union School of Theology, dove ha conseguito il Graduate Diploma in teologia, e sta seguendo il programma MTh. È marito e padre di tre bambini.
Da quale chiamata sta fuggendo la chiesa evangelica? La sindrome di Giona è la paura di realizzare davvero il piano per cui siamo stati chiamati.
Anche se la Bibbia non ne usa in modo specifico il termine, essa non rimane affatto silente sull’argomento.
Quando parliamo di farmaci parliamo di sofferenza, del rischio dell’idolatria, delle ragioni del cuore, ma anche della grazia comune.
Come ci si deve porre davanti ad una diagnosi psichiatrica? Come ci si deve orientare in presenza di questo tipo di diagnosi?
Il Natale è l'occasione per celebrare la volontà trinitaria manifestata in un disegno benevolo, per un'eternità di gioia alla presenza del Dio tre volte Santo. Buon Natale.
Innumerevoli missioni evangeliche sono pronte a mandare, fondare e creare realtà di élite spirituale. Cosa ne è delle realtà esistenti? Come influiscono queste missioni sulla chiesa locale e sul contesto in via di trasformazione? Che ne è della sostenibilità locale? L'effetto di queste missioni sono piccoli stagni d'acqua in mezzo al deserto che, a discapito di ingenti risorse, permettono la nascita di fragili oasi destinate purtroppo a scomparire al primo sole. Come per Emergency, così per le missioni, l'accoglienza nelle chiese locali instabili e localistiche è spesso accompagnata da deleghe e speranze che purtroppo nel tempo sono destinate ad essere deluse. È questo il modo migliore di fare missione?
Perché è importante una sana visione della trinità? Quanto la nostra teologia influenza la nostra vita e la nostra società? Quanto la processione dello Spirito Santo dal Figlio esalta la salvezza che ci è stata provveduta in Gesù Cristo?
Sebbene ognuno di noi affronti il dolore con delle sfaccettature diverse, quando questo colpisce i nostri figli il senso di tradimento diventa piuttosto tangibile nei nostri pensieri. Ma perché il dolore? Cosa ci dice la sofferenza di chi amiamo?
Abbiamo la sensazione che, con le giuste accortezze, si può scampare o ritardare il più possibile l’ora della propria fine. Poi arriva il terremoto e ci ricorda che in realtà non è così.
Tutti gli sport sono belli per chi li pratica. Tutti gli sport sono faticosi per chi non è allenato. Tutti gli sport sono enigmatici se non si conoscono. E poi c’è il Triathlon, terribile per chi lo pratica, un’agonia per chi è allenato ed enigmatico per chi lo conosce ed è forse proprio per questa stranezza che non si può fare a meno di rimanerne affascinati
Insieme godremo del trionfante ritorno del Signore, insieme andiamo avanti verso un’eternità di Gioia, insieme godiamo oggi della gioia.
Lasciar credere che il perdono sia un diritto è come rivestire di oro un ponte marcio: prima o poi crollerà portando con sé le vite di chi vi è sopra. Può sembrare bello e appagante dall’esterno, ma è rotto e drammaticamente corrotto dall’interno.
Innumerevoli missioni evangeliche sono pronte a mandare, fondare e creare realtà di élite spirituale. Cosa ne è delle realtà esistenti? Come influiscono queste missioni sulla chiesa locale e sul contesto in via di trasformazione? Che ne è della sostenibilità locale? L'effetto di queste missioni sono piccoli stagni d'acqua in mezzo al deserto che, a discapito di ingenti risorse, permettono la nascita di fragili oasi destinate purtroppo a scomparire al primo sole. Come per Emergency, così per le missioni, l'accoglienza nelle chiese locali instabili e localistiche è spesso accompagnata da deleghe e speranze che purtroppo nel tempo sono destinate ad essere deluse. È questo il modo migliore di fare missione?
Warfield, professore di teologia didattica e polemica all'università di Princeton non ha scritto un vero e proprio trattato di cristologia, ma attraverso i suoi articoli è possibile delinearne il pensiero.
Nel quadro Burying Bible (1861) Severn coglie la drammaticità della controriforma. Descrive in immagini la disperazione e la sofferenza di uomini e donne a cui fu tolta la libertà di essere nutriti dalla Parola del Dio vivente. La sensibilità e la profondità di Severn nel dipingere questo quadro mostra una rara comprensione di una realtà storica che per i più rappresenta un semplice fatto minoritario e che in Italia non ha comportato eccessive sofferenze.
Attraverso la Parola di Dio abbiamo conosciuto quel Vangelo tenuto nascosto per secoli ai romani ed entrato finalmente in questa città quel 20 settembre 1870. Il vangelo di Dio ci ha donato la comprensione di essere dei peccatori, ci ha aperto gli occhi e ci ha spinti piegare le nostre ginocchia a Gesù Cristo, l’unico uomo-Dio capace di fare breccia nel nostro peccato e di salvarci da una dannazione eterna.