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“Una tentazione da cui guardarsi”. Il cattolicesimo romano secondo Al Mohler

In alcuni settori della teologia evangelica nord-americana, c’è una crescente fascinazione verso la “grande tradizione” di cui Roma sarebbe in qualche modo garante e rappresentante. La fede evangelica, ricorda Mohler, pur sentendosi totalmente parte della storia della chiesa fedele e pur coltivando l’appartenenza alla chiesa globale, è sottomessa in modo supremo alla Scrittura soltanto. L’incrollabile fiducia nel Dio della Parola e, dunque, nella Parola di Dio è costitutiva per la fede evangelica.

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“Mangiare Dio”: sintesi del cattolicesimo romano?

Di primo acchito sembra un gesto cannibalico, anche se rivolto a Dio e non a un simile. Eppure è la quintessenza del cattolicesimo romano. Stiamo parlando del “mangiare Dio”, atto che sta al cuore della comprensione cattolico romana dell'eucaristia. Davvero il cattolicesimo può essere pensato come la religione del “mangiare Dio”?

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L’ultimo convertito al cattolicesimo. Ha ben capito a cosa ha aderito?

Nazir-Ali era considerato un esponente dell’ala evangelica e, in questa veste, partecipava a convegni evangelici e pubblicava su riviste e con case editrici evangeliche. Ora, sempre più insofferente verso una chiesa (quella anglicana) alla deriva dottrinale e morale, Nazir-Ali, ha attraversato il Tevere ed è diventato cattolico.

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Roberto Bellarmino (1542-1621), il “fortissimo baluardo” cattolico contro la teologia della Riforma (I)

Nella storia della teologia Roberto Bellarmino (1542-1621) è associato alla teologia “controversista” o “apologetica”. Nell'immaginario del lettore informato, Bellarmino incarna la battaglia che il cattolicesimo romano ingaggiò con la Riforma dopo il Concilio di Trento.

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Dopo il rogo del ponte, Roma ha bisogno di un “pontefice”. E non è il papa

Mentre ci auguriamo un rapido ripristino della funzionalità del ponte di ferro, non bisogna dimenticare che a Roma i ponti hanno un’importanza particolare e ad essi è stata associata una funzione sociale importante. Infatti, nella storia antica della città il “pontefice” (pontem facere) era una figura religiosa a cui era attribuita un ruolo di intermediazione tra gli dèi e l’umanità. Il pontefice era un costruttore di “ponti” con le divinità e un garante della pace con gli dèi da cui sarebbe scaturita e mantenuta la prosperità della città.

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Albert Vanhoye (1923-2021), il biblista gesuita e le ingenuità sul metodo storico-critico

Di particolare interesse per i lettori evangelici è il ruolo svolto da Vanhoye nella redazione del testo della Pontificia Commissione Biblica “L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa” (1993), al tempo in cui lo studioso gesuita francese era segretario della commissione. In quel testo, il metodo storico-critico fu ufficialmente definito e difeso al più alto livello magisteriale della chiesa cattolica.

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Chi sarà il prossimo papa? L’identikit “cattolico evangelico” di George Weigel

Lui (Weigel) vuole fare credere che il cattolicesimo romano possa (anzi debba) essere anche “evangelico”. Molto tradizionale nella dottrina (anti-evangelica), molto appassionato e impegnato nelle dinamiche (simil-evangeliche). È questo il tipo di papa nuovo che auspica.

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La predicazione cattolica al servizio della Parola di Dio?

Il Vaticano II (1962-1965) ha stimolato la Chiesa cattolica a focalizzarsi sulla Scrittura, non alterando la centralità dell'Eucaristia e il quadro sacramentale generale, ma aggiungendo ad entrambi un sapore più biblico. Fino a che punto questo obiettivo sia stato raggiunto è una questione controversa.

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Quel pasticciaccio brutto della chiesa-stato

Da decenni ormai, Roma si sforza di presentarsi come chiesa “umile”, “pastorale”, “dialogante”, “ospedale da campo”, “madre comprensiva”, ecc. Questo Papa ha fatto del rifiuto del tono principesco dell’ufficio papale una cifra del suo pontificato. Poi, quando ci sono interessi materiali grossi in gioco, la Chiesa di Roma smette i panni meramente ecclesiastici e rientra in campo con la casacca di uno Stato politico che si trincera dietro i patti internazionali tra Stati.

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Stottiana (X). Da controversista a diplomatico, ha davvero aiutato nel rapporto con il cattolicesimo?

Stott ha avuto anche un ruolo (ancorché non primario) nell’influenzare la lettura evangelica del cattolicesimo uscito dal Concilio Vaticano II (1962-1965). Questo articolo si soffermerà su tre momenti del contributo di Stott all’analisi evangelica del cattolicesimo. Il primo basato sul suo libro Christ the Controversialist (1970), il secondo sul suo coinvolgimento nel dialogo evangelico-cattolico sulla missione (ERCDOM 1977-1984) e il terzo su quanto affermato in proposito nel Manifesto di Manila (1989).

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Exsurge Domine: cinghiali in città, ieri e oggi

Il 15 giugno 1520 Leone X promulgò la bolla Exsurge Domine (Alzati, o Signore) in cui si opponeva con veemenza a non meno di 41 proposizioni delle 95 tesi di Martin Lutero. Lo fece citando il Salmo 80,13 in cui un cinghiale è uscito dalla foresta per entrare nella vigna. Nella mente del papa, Lutero era il cinghiale nella vigna che egli era stato divinamente eletto per proteggere.

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Immaginare la teologia cattolica oggi e domani. Diagnosi allarmata, prognosi riservata

Oggi e domani. Immaginare la teologia” è stato il titolo di una conferenza organizzata dal Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II il 5 maggio 2021 a cui hanno partecipato tre pesi massimi della teologia cattolica europea: Christoph Theobald (gesuita, professore al Centre Sèvres di Parigi), Elmar Salmann (benedettino, professore all’Anselmianum) e Pierangelo Sequeri (Preside del GPII). Una bella occasione per ascoltare cosa bolle in pentola nella riflessione teologica cattolica a confronto con la crisi attuale. Impossibile rendere conto di tutti gli spunti raccolti e le piste evocate. Non a caso si tratta di autori profondi il cui pensiero non può essere ridotto a poche battute. Basterà qualche rapido cenno impressionistico per fare poi una riflessione conclusiva.

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Se la Chiesa brucia, quale futuro per il cristianesimo?

L’incendio alla cattedrale di Notre-Dame di Parigi (15 aprile 2019) è un simbolo della chiesa che brucia nell’Europa secolarizzata e, più in generale, nel mondo globalizzato. Parte con questa immagine evocativa il libro di Andrea Riccardi, La Chiesa brucia. Crisi e futuro del cristianesimo, Bari-Roma, Laterza 2021. La chiesa vive certamente una stagione di declino. Rischia addirittura di scomparire?

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Hans Küng (1928-2021), forse poco “romano” ma molto “cattolico”

Il teologo svizzero è stato antesignano di posizioni considerate a suo tempo “estreme” o anche “dirompenti” che poi sono diventate “mainstream”. Lui è stato tra i teologi che ha tirato il filo della cattolicità mettendo sotto stress quello della romanità, ma senza spezzarlo, anzi contribuendo a riequilibrare il punto di tensione tra i due.

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“Figli di Abramo”, l’equivoco di Papa Francesco

Secondo Francesco, il “padre Abramo” è comune a tutti: ebrei, cristiani e musulmani sono la “discendenza” promessa da Dio ad Abramo e quindi “fratelli e sorelle”. In esso è evidente un “pendio scivoloso” relativo ai temi dell’alterità e della convivenza tra diversi. Il papa dice che per non essere in conflitto bisogna essere amici; per essere amici bisogna essere fratelli e sorelle; e per essere fratelli e sorelle bisogna fare riferimento alla stessa divinità che, quantunque diversamente declinata sul piano teologico, è la stessa; essendo tutti figli dello stesso Dio, si deve pregare insieme.

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