Il dogma dell’assunzione corporale di Maria 70 anni dopo

Se si pensa che nel 1870, il dogma precedente (quello sull’infallibilità papale) aveva proclamato come “infallibili” i pronunciamenti “ex cathedra” del papa, appartenendo quello di Pio XII a questa fattispecie, siamo di fronte ad un insegnamento considerato “infallibile”, forse l’unico che un papa romano ha promulgato dopo il dogma del 1870. Quando un’istituzione non è ancorata alla Scrittura soltanto, quindi soggetta alle correzioni della Parola di Dio, le deviazioni non possono che andare di male in peggio.

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Definire il cattolicesimo romano (II): una deviazione dal cristianesimo biblico

“Il cattolicesimo romano è una deviazione dal cristianesimo biblico”.

Credo che un servizio al dialogo teologico sia dato dalla trasparenza delle convinzioni e dall’onestà della comunicazione. E’ più rispettoso dire la verità nella carità, piuttosto che celarla dietro il paravento del “dialogo” che omette di affrontare le questioni decisive, anche se è doloroso dirle e ascoltarle.

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Definire il cattolicesimo romano da un punto di vista evangelico? Un tentativo (I)

E’ possibile definire il cattolicesimo romano? E’ possibile mettere a fuoco in una descrizione la visione del mondo propria della chiesa cattolica romana? Può la teologia evangelica assumersi la responsabilità di inquadrare teologicamente il fenomeno del cattolicesimo romano in una breve definizione che sia descrittiva e anche valutativa?

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Pomponio de Algerio (1531-1556): lo studente che sfidò il papa

Mentre veniva immerso nell’olio bollente, Pomponio de Algerio (1531-1556), uno studente ventiquattrenne originario di Nola ed iscritto all’Università di Padova, “continuò a invocare e a lodare Dio”. Umberto Vincenti, giurista e professore ordinario nell’Università di Padova, ne parla dettagliatamente nel suo libro fresco di stampa: Lo studente che sfidò il Papa. Inquisizione e supplizio di Pomponio de Algerio, Bari-Roma, Editori Laterza 2020.

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Jan Comenio (1592-1670) e la riforma dell'educazione

Le scuole non possono chiudere! - è il grido che si diffonde in questi giorni nel nostro Paese. Le ragioni del grido sono molte e le più diverse ma certamente possiamo essere tutti d’accordo sul valore della scuola come luogo d’istruzione, formazione e socialità. Per riscoprirne il suo compito, la necessità e l’utilità e per avere una visione per il futuro della scuola, sarebbe bene fermarsi per fare un po’ di memoria. Jan Comenio (1592-1670) fu certamente il padre di una riforma dell’educazione, di una visione sistematica e integrale di essa che rifletteva sul ruolo dell’istruzione, sui suoi obiettivi e sui suoi metodi.

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Giulia Gonzaga e Vittoria Colonna. Figure emblematiche della mancata Riforma in Italia

Importanti ed influenti dame rinascimentali, accomunate da destini simili, Vittoria Colonna (1492-1547) e Giulia Gonzaga (1513-1566) sono l’emblema dell’Italia cinquecentesca fortemente permeata dalle idee protestanti e sensibile alle istanze spirituali sollevate dai riformatori di tutta Europa.

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Come si può promuovere il libro evangelico? Tre risposte

La vicenda dell’evangelismo è intrecciata con quella della sua editoria. Il mondo evangelico si ritrova l’editoria che si merita. In genere, l’editoria è specchio fedele delle condizioni in cui versa il movimento di cui è espressione. Vi è un rapporto di circolarità, di simbiosi, di reciproca corrispondenza. Il mondo evangelico produce un tipo di editoria che, a sua volta, alimenta le tendenze del mondo evangelico. Tre domande e tre risposte per fare il punto della situazione e per individuare piste di crescita.

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Una “normalità difficile”: intorno alla Storia dell’Italia contemporanea di Umberto Gentiloni

Osservando l’indice del volume si ha l’idea dell’andamento ondulatorio, meglio accidentato, della storia italiana: dal “miracolo” economico al “funerale” della Repubblica, è tutto un susseguirsi di transizioni mancate, di crolli, di occasioni perse, intervallate da improvvisi guizzi e spunti promettenti ma dal fiato corto. Per tutta una serie di ragioni storiche, l’Italia vive una perenne tensione verso una “normalità difficile”. Fatica ad essere un Paese “normale”.

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“Fratelli tutti”: il prezzo altissimo dell’universalismo cattolico

Dopo “Fratelli tutti”, l’enciclica di papa Francesco sulla fraternità universale, si potrà ancora evangelizzare dicendo che, a causa del peccato, non siamo tutti fratelli senza causare shock e reazioni oltremodo negative? Se siamo già tutti fratelli perché figli dello stesso Dio, quali saranno le implicazioni di lunga durata sulla testimonianza evangelica che vuole essere fedele non alla sensibilità universalista della “correttezza bergogliana”, ma al messaggio biblico dell’evangelo di Gesù Cristo?

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Cambiano i ruoli ma lo schema è lo stesso. Come il cattolicesimo fa giocare “progressisti” e “conservatori” nella stessa squadra

In una grande organizzazione come il cattolicesimo romano, ci sono ruoli diversi. C’è chi (come gli attaccanti) si occupa di esplorare terreni nuovi e di spingere in avanti i confini della cattolicità. D’altra parte, c’è chi (come i difensori) difende l’assetto tradizionale cercando di tenere in equilibrio il sistema. Con papa Francesco, il gioco di squadra è rimasto lo stesso, ma i ruoli sono cambiati. Con Francesco, il papa è passato dal ruolo di difensore a quello di attaccante. E’ lui che forza la dottrina tradizionale e la rende “elastica” e avvolgente.

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