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La geografia sociale di Roma non si fa senza religione

È possibile conoscere veramente Roma? Uno strumento che fotografa la situazione attuale è stato elaborato da Keti Lelo, Salvatore Monni e Federico Tomassi nel volume Le mappe della disuguaglianza. Una geografia sociale metropolitana, Roma, Donzelli 2019. Si tratta di un libro che ha suscitato una certa eco sulla radiografia di Roma e sul suo futuro.

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I vizi capitali secondo Billy Graham

Rimane da chiedersi se la griglia dei sette vizi capitali possa essere uno strumento adeguato per fare i conti non solo con le patologie dell’umanità non rigenerata, ma anche con le malattie della fede. Quanto la vita delle chiese evangeliche è caratterizzata dalla superbia dell’autosufficienza, dall’ira nella gestione delle relazioni, dall’invidia verso chi è più performante, dalla lussuria occultata ma praticata, dalla gola per i beni materiali, dall’indolenza nei confronti delle sfide a cambiare, dall’avarizia nell’investire nelle attività del Regno?

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Bavinckiana (V). Scusi, qual è il nome del suo Dio?

In questo articolo, seppur in maniera esigua e limitata, ci soffermeremo sui nomi biblici di Dio illustrando il discorso di Bavinck. Quest’ultimo non è né auto-referenziale né speculativo, ma si basa su una limpida e profonda conoscenza della storia del pensiero cristiano e della Parola di Dio: “Tutto ciò che possiamo imparare da Dio dalla sua rivelazione è designato dal suo Nome nelle Scritture” (p. 120).

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Stottiana (VIII). Missione cristiana nel mondo moderno, 45 anni dopo

La copertina è marroncina e con una grafica tipica degli anni Settanta. Il contenuto è rilevante tanto quanto lo era nel 1975. Sto parlando del libro di John Stott, Missione cristiana nel mondo moderno, Roma, GBU 1975. Il libro raccoglie una serie di conferenze tenute da John Stott (1921-2011) alla Wycliffe Hall di Oxford nel 1975, quindi un anno dopo il Congresso di Losanna per l’evangelizzazione del mondo.

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Né i papi né le femministe, ma la Riforma protestante ha liberato le donne. Un libro coraggioso

Papi e femministe, citati nella stessa frase, fanno subito pensare ad un rapporto antagonistico ed invece Elise Crapuchettes, nel suo libro Popes and Feminists: How the Reformation Frees Women from Feminism (2017) non solo li paragona, ma conclude anche che sotto molti aspetti si muovano sullo stesso livello nell’intendere il ruolo della donna.

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Bavinckiana (II). Filosofia della rivelazione

Ci sono opere della teologia evangelica che non possono mancare tra le nostre letture se vogliamo rendere più solida e viva la comprensione e l’esperienza della cultura evangelica. Una di queste è la Filosofia della rivelazione di Herman Bavinck (1854-1921), che raccoglie una serie di lezioni preparate per la Facoltà di teologia di Princeton per l’anno accademico 1908 -1909.

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R.C. Sproul (1939-2017), il “teologo per il popolo”

Il "teologo per il popolo". Stiamo parlando di R.C. Sproul (1939-2017), il “pioniere” della risorgenza riformata nell’evangelicalismo USA della seconda metà del XX secolo. Una corposa biografia di Stephen J. Nichols, R.C. Sproul. A Life, Wheaton, Crossway 2022, permette di fare i conti con la statura di Sproul a pochi anni dalla sua scomparsa.

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Se lo Spirito Santo è Dio, che differenza fa? Chiedere ai Padri Cappadoci

Se lo Spirito Santo non è Dio, che differenza fa? Questa domanda è stata al centro di un appassionante dibattito nel IV secolo tra coloro che negavano la divinità dello Spirito (gli “pneumatomachi”) e coloro che la sostenevano (su tutti, i Padri Cappadoci: Basilio di Cesarea, Gregorio di Nissa e Gregorio di Nazianzo). Su questa antica ma decisiva discussione si è tenuta la presentazione del volume di Giulio Maspero, Dio trino perché vivo. Lo Spirito di Dio e lo spirito dell’uomo nella patristica greca, Brescia, Morcelliana 2018.

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Una “normalità difficile”: intorno alla Storia dell’Italia contemporanea di Umberto Gentiloni

Osservando l’indice del volume si ha l’idea dell’andamento ondulatorio, meglio accidentato, della storia italiana: dal “miracolo” economico al “funerale” della Repubblica, è tutto un susseguirsi di transizioni mancate, di crolli, di occasioni perse, intervallate da improvvisi guizzi e spunti promettenti ma dal fiato corto. Per tutta una serie di ragioni storiche, l’Italia vive una perenne tensione verso una “normalità difficile”. Fatica ad essere un Paese “normale”.

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Saggi sull’educazione cristiana (IV). Cosa vuol dire per l’educazione essere “riformata”?

Cosa vogliamo insegnare ai nostri giovani? Una quantità di conoscenze giustapposte tutte ugualmente “vere” tra le quali poter liberamente scegliere? Secondo Van Til, non c’è un terreno neutro sul quale porsi, ma ognuno si colloca di qua o di là rispetto all’alternativa: con Dio, senza Dio.

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Raggiungere l’Occidente (V): un contro-catechismo per l’era digitale

Keller ritiene inoltre necessario rivedere il modo di fare catechesi. Così come Gesù nel Sermone sul monte ripeteva “voi avete udito che fu detto […], ma io vi dico” (Matteo 5,21-48), così oggigiorno c’è bisogno non solo di catechismi che affermano, ma anche di contro-catechismi che decostruiscono le narrative predominanti della cultura che ci circonda.

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Saggi sull'educazione cristiana (III):  il dilemma dell’educazione

L’educazione secondo Van Til parte da Dio e finisce con Dio, l’Iddio che si è rivelato nella creazione, nelle Scritture e in Gesù Cristo. Bisogna educare perché Dio ha dato un compito da svolgere all’umanità: lavorare per il Suo regno. C’è un futuro certo e la creatura umana è chiamata a impegnarsi per questo futuro vittorioso e glorioso. Nella filosofia cristiana dell’educazione, lo scopo dell’educazione si identifica con lo scopo della vita umana.

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