Warfieldiana (III). Studi di teologia N. 65

Alla radicale reinterpretazione liberale, Warfield contrapponeva la solidità della teologia riformata classica che non si chiudeva di fronte alle questioni poste dalla critica biblica ma che le affrontava e le confutava a partire da una visione “alta” dell’ispirazione ed in accordo con il patrimonio dottrinale classico della fede evangelica.

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Influencer-mania, attenti al rischio idolatria

Come neo-genitore, quest’anno ho beneficiato tantissimo delle infinite risorse a disposizione sul web. Ci sono community su Facebook, pagine Instagram, canali YouTube dove decine di “influencer” danno il proprio parere e raccontano la propria esperienza su praticamente qualsiasi cosa si cerchi. Come da definizione, però, gli influencer non determinano solo le scelte di acquisto dei follower, ma ne influenzano anche scelte e comportamenti a livello più profondo, cambiandone opinioni e abitudini.

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Ravi Zacharias e il rischio per tutti della “vita doppia”

E’ stato reso pubblico il risultato dell’investigazione sulla vita privata di Ravi Zacharias (1946-2020), a seguito di varie denunce che erano pervenute dopo la sua morte l’anno scorso. Risulta ormai chiaro che, dietro il grande predicatore e apologeta globale della fede cristiana, si celava un “altro” Ravi Zacharias.

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Se lo Spirito Santo è Dio, che differenza fa? Chiedere ai Padri Cappadoci

Se lo Spirito Santo non è Dio, che differenza fa? Questa domanda è stata al centro di un appassionante dibattito nel IV secolo tra coloro che negavano la divinità dello Spirito (gli “pneumatomachi”) e coloro che la sostenevano (su tutti, i Padri Cappadoci: Basilio di Cesarea, Gregorio di Nissa e Gregorio di Nazianzo). Su questa antica ma decisiva discussione si è tenuta la presentazione del volume di Giulio Maspero, Dio trino perché vivo. Lo Spirito di Dio e lo spirito dell’uomo nella patristica greca, Brescia, Morcelliana 2018.

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L'Allah del Corano è il Dio della Bibbia?

Nel nuovo secolo e millennio, stiamo assistendo alla rivoluzione “pan-religiosa”: l’idea che tutte le donne e gli uomini di tutte le religioni (credenti, non credenti e diversamente credenti) sono uniti. In questa rivoluzione, un ruolo centrale e da apripista ha avuto la tesi secondo la quale il Dio della Bibbia e l’Allah del Corano siano lo stesso Essere.

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Stottiana (IV). 1966: Quando John Stott si scontrò con Martyn Lloyd-Jones

L’appello del 1966 è stato oggetto di numerose interpretazioni. C’è chi lo ha letto come un invito alla costituzione di un’unica chiesa evangelica, chi lo ha visto come “una campagna fatta di parole senza piani concreti”, chi lo ha recepito come improponibile perché viziato all’origine da un separatismo ecclesiale inaccettabile. Sicuramente, Lloyd-Jones non aveva in mente l’istituzione di un soggetto ecclesiale unico nel quale tutte le chiese avrebbero dovuto fondersi.

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Quando il coronavirus finirà, ci sarà la fede?

La pandemia da coronavirus ha avuto, e sta avendo, ripercussioni significative su molti aspetti della vita. A quasi un anno dall’inizio della diffusione del Covid, si possono cominciare a fare le prime considerazioni su alcune macro-questioni, fermo restando che sugli effetti a lungo termine di quello che ci sta succedendo ci sarà molto da lavorare in futuro e non è ancora chiaro quale scenario si presenterà.

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Papa Francesco e gli anelli concentrici dell’unità

Prendendo spunto dal testo di Giovanni 15,9 (“Rimanete nel mio amore”) e dalla più ampia pericope della vite e i tralci, Francesco ha spiegato che l’unità ha più livelli ed è costituita da “tre anelli concentrici”: il primo è rimanere in Gesù, il secondo è l’unità con i cristiani, il terzo abbraccia l’umanità intera.

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Warfieldiana (II). Agostino e i suoi “due figli nel grembo”

Per fare i conti con la complessità di Agostino, Warfield suggerisce una metafora brillante: “Due figli combattono nel grembo della sua mente: la sua dottrina della Chiesa che aveva ricevuto dai suoi predecessori e a cui lui diede precisione e vitalità tali da renderla stabile e la sua dottrina della grazia che gli apparteneva interamente”.

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Abbandonare la parola “evangelico”?

Dopo il ciclone Trump, uno degli interrogativi che settori della cultura religiosa americana si stanno ponendo è: la parola “evangelico” va abbandonata? Visto che gli “evangelici” sono stati identificati con una categoria politica (conservatrice), partitica (repubblicana), culturale (nazionalista) ed emotiva (arrabbiata e divisiva), il termine “evangelico” ha esaurito la sua spendibilità? Va rimosso?

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