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GT 2026 (VII). L’IA tra libertà e responsabilità

L’ultimo intervento della 38ma edizione delle Giornate Teologiche su “La testimonianza cristiana nell’era digitale” è stata la relazione finale del prof. Derek Schuurman, lo stesso che ha aperto il convegno. Si è trattato di un tentativo di sintesi e di rilancio verso un approccio cristiano sano nei confronti della rivoluzione digitale guidata dall’IA. 

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GT 2026 (VI). Era digitale: una voce sola non basta

Quando pensiamo alle tecnologie digitali e all'intelligenza artificiale, non è facile orientarsi nel mare di articoli, opinioni e previsioni che ogni giorno si accumulano sui media. Qual è davvero lo stato dell'arte? Quali direzioni sta prendendo l'innovazione? Siamo di fronte all'evoluzione di strumenti già noti oppure a nuovi salti di paradigma destinati a trasformare profondamente il modo in cui viviamo, lavoriamo e comprendiamo il mondo?

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GT 2026 (IV). L’IA tra secondo comandamento e idoli 2.0

L’idolo è una categoria alla quale la Bibbia dedica particolare attenzione, mettendo in guardia il lettore dalla sua pericolosità. Dio invita l’uomo a non adorare né rendere culto agli idoli (Esodo 20,5; Deuteronomio 5,9), poiché essi non sono nulla (1 Corinzi 8,4). Eppure, l’uomo del XXI secolo si ostina a fabbricarsene di nuovi, illudendosi di trovare strade alternative al Vangelo per raggiungere sicurezza, pienezza ed eternità.

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GT 2026 (III). Senza timor di Dio, nessuna intelligenza (compresa quella artificiale)

L’era digitale, oggi, è l’era dell’Intelligenza Artificiale: poche rivoluzioni tecnologiche del passato hanno avuto un impatto tanto profondo in un arco di tempo così ristretto. Davanti a un tema di attualità così pressante, la fede cristiana non può accontentarsi di adottare visioni del mondo elaborate altrove, né subire in modo acritico l’evoluzione tecnologica e la sua influenza sulla società. 

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GT 2026 (II). Quattro sfide per il discepolato nel mondo accelerato della tecnologia

La rivoluzione tecnologica sta impattando molti aspetti della vita, inclusa quella spirituale. In che modo la tecnologia influenza il discepolato? Alle Giornate Teologiche di Padova di quest’anno, su “La testimonianza cristiana nell’era digitale” (11-12 settembre 2026), è intervenuto anche Giuseppe Rizza, sovrintendente scolastico e pastore evangelico, affrontando la questione del discepolato nell’era digitale. 

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GT 2026 (I). Senza visione biblica del mondo, l’IA esalta o impaurisce

Il dibattito sull’intelligenza artificiale (IA) è sempre più acceso e le varie posizioni tendono a polarizzarsi sempre più. Da una parte troviamo gli ottimisti tecnologici secondo i quali l’IA curerà malattie, aumenterà la produttività, risolverà problemi ambientali, eliminerà gran parte della povertà e persino, secondo alcuni, sconfiggerà la morte stessa. In questa narrazione la tecnologia assume un ruolo quasi salvifico.

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L’IA e le certezze infondate. Sopravviveremo all’“epistemia”?

Quando la Riforma protestante si diffuse in Europa e nel mondo poté avvantaggiarsi nella provvidenza di Dio di due grandi innovazioni tecnologiche dell’epoca: la stampa a caratteri mobili e i mezzi e gli strumenti per la navigazione oceanica. In mezzo alle transizioni epocali, c’è sempre un sano ottimismo che si può esercitare di fronte alle nuove tecnologie. Esse sono sempre soggette alla sovranità indiscussa di Dio che le governa meglio di noi per portare avanti il suo piano di salvezza fino alla fine. 

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Se anche Bill Gates ha paura dell’IA

Certo, per ogni innovazione tecnologica ci sono sempre i vecchi tromboni che provano ad opporsi al progresso e a desiderare di tornare “ai metodi di una volta”. Se ne sentono in giro a proposito dell’Intelligenza Artificiale (IA). Eppure, se Bill Gates si prende la briga di scrivere un lungo articolo sui pericoli dell’IA, allora forse va ascoltato. 

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Predicare ai tempi dell’IA. Un chatbot al posto dello studio?

Si è scomodato addirittura il Wall Street Journal per parlare di pastori che usano l’Intelligenza Artificiale per preparare i sermoni. In un articolo di Anvee Bhutani (19/7/2026) vengono raccontate le storie di vari predicatori evangelici nord-americani che aprono una finestra, forse sorprendente per alcuni, sul ministero pastorale ai tempi dell’IA. 

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Scrivere ai tempi dell’IA. Quali linee-guida?

È possibile che l’IA entri nel processo della scrittura in mille modi: nella ricerca, nella redazione, nella chiarificazione, nel controllo ortografico, nell’affinamento dell’argomento, nell’illustrazione, nella suddivisione del testo, persino nell’ideazione stessa. Il punto dell’editore è: chi ha in mano un libro deve sapere che esso è frutto dell’ingegno umano, senza “aiutini” e men che meno sostituzioni da parte dell’IA.

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“Magnifica Humanitas”. L’umanesimo cattolico di fronte all’IA e i suoi problemi teologici

Non è una regola scritta, ma uno schema ben riconoscibile: la prima enciclica di un Papa definisce il tono dell’intero pontificato e la Magnifica Humanitas (MH) di Papa Leone XIV – pubblicata a un anno dalla sua elezione – fa proprio questo. Il documento fungerà probabilmente da quadro di riferimento generale per il futuro insegnamento papale.

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Discepolato per giovani “Iron man” (III). Senza cultura evangelica saremo sballottati

Al cuore della visione postumana c’è una profonda esigenza di avanzamento e potenziamento dell’essere umano e la Scrittura risponde a questo bisogno attraverso la redenzione di Gesù Cristo e la potenza dello Spirito Santo ed è compito della chiesa “rendere perfetto ogni uomo in Cristo” (Col 1,28).

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