Antonio Morra
Antonio Morra
Antonio Morra si è formato negli USA, laureandosi in teologia e ministero cristiano. Giornalista, conferenziere e autore di 6 libri tra cui il bestseller Porno Tossina. Negli ultimi 15 anni ha svolto conferenze e consulenze in 12 nazioni su temi come sessualità, dipendenze e sfide della nuova generazione. E’ uno dei pastori della chiesa cristiana evangelica di Giugliano (NA) dove si prende cura anche del gruppo Giovani. È sposato con Teresa dal 2014 e hanno due bambini.
Era il 1975. Il PCI aveva vinto le elezioni amministrative in molte città italiane arrivando ad insidiare la Democrazia Cristiana come primo partito italiano. Uno delle scene iconiche di quell’anno fu quando il segretario del PCI, Enrico Berlinguer (1922-1984), a vittoria elettorale conclamata, uscì dal balcone della sede del partito in via della Botteghe Oscure e tenne un discorso appassionato davanti ad una folle festante che aveva invaso la strada e le zone limitrofe con le loro bandiere rosse.
L’etica è tirata per la giacca quando le altre discipline o ambiti di vita si accorgono di non riuscire a trovare criteri di bene e male. È accaduto così di fronte agli sviluppi della medicina e della genetica: di qui la nascita della bioetica moderna.
Roma. Superando il foro di Traiano si arriva in via di Sant’Eufemia dove, al numero 9, sulle pareti della sede dell’Istituto di Cultura Evangelica e Documentazione, sono allestite 15 forme del tempo. Entrando, la luce proveniente dalla finestra sulla sinistra guida lo sguardo e illumina un verso posto a parete.
A distanza di un anno e mezzo dall’inizio del pontificato di Leone XIV, le analisi su papa Prevost cominciano a fioccare. Quali disegni scorgere nei suoi interventi? Come interpretare il suo governo? Quali enfasi intravedere nella complessa scacchiera della chiesa cattolica e del mondo globale?
L’idolo è una categoria alla quale la Bibbia dedica particolare attenzione, mettendo in guardia il lettore dalla sua pericolosità. Dio invita l’uomo a non adorare né rendere culto agli idoli (Esodo 20,5; Deuteronomio 5,9), poiché essi non sono nulla (1 Corinzi 8,4). Eppure, l’uomo del XXI secolo si ostina a fabbricarsene di nuovi, illudendosi di trovare strade alternative al Vangelo per raggiungere sicurezza, pienezza ed eternità.
La cena di classe. C’è chi si è fermato a quella dell’ultimo anno delle superiori e da allora si aggiorna velatamente sulla vita dei suoi compagni o tramite quei pochi con cui resta in contatto o attraverso i social. C’è chi invece, dopo anni dalle superiori, si è ritrovato aggiunto in un gruppo Whatsapp chiamato “Ci rivediamo?”, creato dalla compagna che più di tutti ci teneva a mantenere le relazioni e che finalmente aveva avuto il tempo di organizzare qualcosa.
L’era digitale, oggi, è l’era dell’Intelligenza Artificiale: poche rivoluzioni tecnologiche del passato hanno avuto un impatto tanto profondo in un arco di tempo così ristretto. Davanti a un tema di attualità così pressante, la fede cristiana non può accontentarsi di adottare visioni del mondo elaborate altrove, né subire in modo acritico l’evoluzione tecnologica e la sua influenza sulla società.
“Maschiosfera”, “androsfera” o “manosfera”. È così che viene tradotto dall’inglese manosphere, la rete di comunità online (e offline) di gruppi di uomini accomunati da posizioni sessiste e misogine, spronati da una concezione di mascolinità modellata dal vittimismo, dal predominio fisico e dall’aggressività.
La rivoluzione tecnologica sta impattando molti aspetti della vita, inclusa quella spirituale. In che modo la tecnologia influenza il discepolato? Alle Giornate Teologiche di Padova di quest’anno, su “La testimonianza cristiana nell’era digitale” (11-12 settembre 2026), è intervenuto anche Giuseppe Rizza, sovrintendente scolastico e pastore evangelico, affrontando la questione del discepolato nell’era digitale.
Dieci anni sono solo un battito di ciglia nel normale scorrere delle cose. Non dovremmo darvi troppo peso. Tuttavia, per le iniziative evangeliche nate in contesti di minoranza e aventi un profilo internazionale, 10 anni non sono un periodo trascurabile. Fu nel 2016 che venne lanciato il primo Rome Scholars Network (RSLN) e che la Reformanda Initiative (RI) iniziò la sua esistenza
Che un libro sia intitolato Tomismo e protestantesimo è giù di per sé una notizia. Fino a pochi anni fa, associare il tomismo al protestantesimo sarebbe stata un’operazione ai limiti dell’azzardo. I due termini sembravano essere in una relazione inversamente proporzionale.
Il dibattito sull’intelligenza artificiale (IA) è sempre più acceso e le varie posizioni tendono a polarizzarsi sempre più. Da una parte troviamo gli ottimisti tecnologici secondo i quali l’IA curerà malattie, aumenterà la produttività, risolverà problemi ambientali, eliminerà gran parte della povertà e persino, secondo alcuni, sconfiggerà la morte stessa. In questa narrazione la tecnologia assume un ruolo quasi salvifico.
Quante volte, infatti, il servizio della Cena avviene in modo anonimo o improprio o sconnesso con i segni costitutivi (pane e vino) lasciatici dal Signore? Quanto volte la Cena è un corpo estraneo all’interno del culto che passa più come un atto burocratico da espletare che come uno dei nuclei della vita ecclesiale?
C’era un tempo (non molto lontano) in cui la morale cattolica era aggrappata a princìpi assoluti (quelli della legge naturale) che poi venivano “massaggiati” con la casistica per adattarli alle situazioni diverse. I punti di riferimento erano chiari e vincolanti: la sacralità della vita umana dal concepimento alla morte naturale.
Quando la Riforma protestante si diffuse in Europa e nel mondo poté avvantaggiarsi nella provvidenza di Dio di due grandi innovazioni tecnologiche dell’epoca: la stampa a caratteri mobili e i mezzi e gli strumenti per la navigazione oceanica. In mezzo alle transizioni epocali, c’è sempre un sano ottimismo che si può esercitare di fronte alle nuove tecnologie. Esse sono sempre soggette alla sovranità indiscussa di Dio che le governa meglio di noi per portare avanti il suo piano di salvezza fino alla fine.
Nel 1986 uscì “Volo”, opera prima di Giuseppe De Chirico, un poco più che ventenne cantautore che veniva dalla gavetta di piccoli concerti all’aperto o nelle chiese evangeliche e che nella sua poetica musicale portava un intrigante combinato disposto di freschezza e raffinatezza.
Forse le chiese cattoliche sono vuote, ma il tema della spiritualità interessa ancora a molti. Dal 13 luglio è disponibile su RaiPlay Sound "Spiritual Hub - Oltre il visibile", il podcast condotto dalla medium Elisabetta Lupano. Si tratta di un dialogo aperto tra esperienze, sensibilità e punti di vista differenti, che dà voce a personalità provenienti dal mondo della cultura, della musica, della spiritualità e della ricerca.
“La cultura woke non serve all’Italia”. Queste parole di Giuseppe Conte, contenute in una lettera al Corriere della Sera, hanno generato un piccolo vespaio di fine estate nella sinistra italiana. Vero è che non è stato Conte ad aprire il dibattito.
Certo, per ogni innovazione tecnologica ci sono sempre i vecchi tromboni che provano ad opporsi al progresso e a desiderare di tornare “ai metodi di una volta”. Se ne sentono in giro a proposito dell’Intelligenza Artificiale (IA). Eppure, se Bill Gates si prende la briga di scrivere un lungo articolo sui pericoli dell’IA, allora forse va ascoltato.
L’esperienza del lutto è anche un’esperienza di memoria. La settimana appena trascorsa è stata per me un vortice di memorie personali che mi ha riportata indietro di circa 200 anni. Tale esperienza, anche se ha in sé qualcosa di profondamente personale, racchiude forse una verità universale: l'Evangelo di Cristo non ha limiti temporali o geografici perché è l’opera di Dio, eterna e priva di favoritismi, per la salvezza di chiunque crede.
Il cattolicesimo è come una squadra con diversi interpreti in diversi ruoli. C’è chi sta in difesa, c’è chi allarga il gioco, c’è chi prova strategie nuove, c’è chi vuole giocare sempre con lo stesso schema. In fondo, ogni ruolo è funzionale al mantenimento del sistema che sta in piedi e cresce per la presenza di giocatori con diverse propensioni e che operano in zone del campo diverse.
Ci sono storie che sembrano paradigmatiche dello stato di salute di un Paese. Quello che sta emergendo in queste settimane del cosiddetto “caso Ranucci” è come se stesse dando la possibilità di guardare cosa si muove nelle pieghe del potere e di come storie, a tratti surreali, manovrino la vita pubblica in direzioni quantomeno anomale.
La notizia che la Grace Community Church (California) ha riconosciuto il suo nuovo pastore riporta all’attenzione un tema che riguarda tutte le chiese: la transizione da un pastore all’altro o da una conduzione all’altra. La Grace Community Church (GCC) non è una chiesa qualunque. Per 56 anni è stata guidata da John MacArthur (1939-2025),
Omero. Virgilio. Dante. Shakespeare. Hanno ancora qualcosa da dire? Pur ammettendo che i classici della letteratura abbiano vinto la prova tempo, che importanza hanno per chi vive nell’era dell’IA? Queste sono le domande e le critiche che, esplicite o implicite, sono molto diffuse e alle quali Louis Markos prova a rispondere con Letteratura. Una guida introduttiva, Firenze, BE Edizioni 2026.
Questo è un tema controverso tra gli evangelici (ma non solo). Che riconoscimento pubblico dare alla religione islamica e ai suoi aderenti? In Paesi occidentali laici e pluralisti come l’Italia, l’islam deve avere lo stesso profilo giuridico, stessi diritti, stesse opportunità delle altre religioni?
Ci sono tante sfide che i single credenti in Italia si trovano ad affrontare. Anche aprirsi a frequentare un uomo o una donna cristiani può diventarlo senza il giusto orientamento. Spesso, lo scoraggiamento porta a pensare che il non aver ancora trovato la persona giusta dipenda dall’aspetto fisico, dall’età dalla propria provenienza o da qualche mancanza personale.
Indipendentemente l’uno dall’altro, alcuni amici evangelici mi hanno mandato messaggi con il video della conferenza stampa del card. Victor Manuel Fernandez del 5/11/2025, in occasione della presentazione della Nota “Mater Populis Fidelis”. In quel documento vaticano, veniva tra l’altro chiusa la porta per ora al riconoscimento a Maria del titolo di “Corredentrice”, pur non rinnegando niente della mariologia cattolica (i dogmi mariani dell’Immacolata Concezione e dell’assunzione corporale, le devozioni mariane, le apparizioni mariane, ecc.).
Se da una parte, in quanto dichiarato agnostico, Eco non ha mai scritto un testo esplicitamente indirizzato alla fede, dall’altra, per la sua educazione familiare e vicinanza giovanile all’Azione Cattolica, si interessò spesso al cristianesimo per la sua cultura ricca di linguaggi, memoria e simboli.
Si è scomodato addirittura il Wall Street Journal per parlare di pastori che usano l’Intelligenza Artificiale per preparare i sermoni. In un articolo di Anvee Bhutani (19/7/2026) vengono raccontate le storie di vari predicatori evangelici nord-americani che aprono una finestra, forse sorprendente per alcuni, sul ministero pastorale ai tempi dell’IA.
È possibile che l’IA entri nel processo della scrittura in mille modi: nella ricerca, nella redazione, nella chiarificazione, nel controllo ortografico, nell’affinamento dell’argomento, nell’illustrazione, nella suddivisione del testo, persino nell’ideazione stessa. Il punto dell’editore è: chi ha in mano un libro deve sapere che esso è frutto dell’ingegno umano, senza “aiutini” e men che meno sostituzioni da parte dell’IA.