Antonio Morra
Antonio Morra
Antonio Morra si è formato negli USA, laureandosi in teologia e ministero cristiano. Giornalista, conferenziere e autore di 6 libri tra cui il bestseller Porno Tossina. Negli ultimi 15 anni ha svolto conferenze e consulenze in 12 nazioni su temi come sessualità, dipendenze e sfide della nuova generazione. E’ uno dei pastori della chiesa cristiana evangelica di Giugliano (NA) dove si prende cura anche del gruppo Giovani. È sposato con Teresa dal 2014 e hanno due bambini.
Dopo anni di statistiche deprimenti sul declino della frequentazione delle chiese, la notizia del "risveglio silenzioso" (quiet revival) dello scorso anno è sembrata una buona notizia a lungo attesa. Basato sui dati dei sondaggi YouGov e trasformato in un rapporto dalla Società Biblica britannica, nell'Occidente secolarizzato si starebbe assistendo a una sorprendente rinascita della fede in Dio.
Doveva essere la definitiva chiusura di un caso increscioso ed inquietante. Invece, la sentenza della Corte Suprema finlandese che condanna Päivi Räsänen getta una luce sinistra sul futuro della libertà di parola e della libertà religiosa non solo in Finlandia, ma in tutta Europa.
Quello a cui Packer dà voce è il pensiero evangelico classico secondo cui riconoscere Dio in quanto il Dio perfetto nella sua onniscienza ed onnipotenza significa anche accettare che la nostra comprensione dei suoi piani è limitata
In quest’ultima settimana l’Anticristo è diventato un tema virale sui media. L’improvviso sussulto d’interesse sui temi apocalittici è venuto dalla visita segreta e misteriosa (fino ad un certo punto, visto che ne hanno parlato tutti) a Roma di Peter Thiel.
Davanti al banco di Calvino non si recitano preghiere, né ci si inchina in segno di venerazione. Vederla e toccarla non trasmette nessun incontro col divino. Piuttosto, esso è un simbolo di una fede che valorizza l’ascolto della Parola di Dio e l’apprendimento di tutti, che bada all’essenziale e resiste alle intemperie della storia.
Nel 2026 ricorre il centenario della nascita di James I. Packer (1926-2020), teologo britannico che ha influenzato la spiritualità evangelica a cavallo tra la seconda metà del Novecento e i primi decenni del Duemila. Questa serie di articoli prenderà spunto dai suoi scritti pubblicati in italiano.
Nell’immaginario popolare Umberto Bossi (1941-2026) è associato al federalismo. È lui che lo ha popolarizzato in Italia e lo ha fatto entrare nel dibattito politico. Quanto lo abbia assimilato e ancor più realizzato è tutto da dimostrare. Anche dopo Bossi e la Lega al governo, l’Italia rimane un Paese sostanzialmente refrattario al federalismo.
I confini sono al centro di discussioni accese. I fenomeni delle migrazioni di massa, i movimenti di rifugiati e di richiedenti asilo, le guerre che imperversano in ogni angolo del mondo toccano anche il tema dei confini. Negli Stati Uniti l’ago della bilancia su questo tema ha oscillato tra gli estremi sia con l’amministrazione Biden che con quella Trump. In Europa la questione dei confini è sempre attuale, con il flusso continuo di immigrati verso il continente.
In Italia non se n’è accordo quasi nessuno, visto che le informazioni religiose, se non riguardano il Vaticano e la Chiesa cattolica, difficilmente bucano il muro dell’indifferenza. Eppure, i fatti accaduti riguardano milioni di credenti nel mondo. Nei pochi cenni pervenuti, la stampa religiosa italiana ha parlato impropriamente di “scisma anglicano”. Cosa è successo?
Sulla relazione tra teologia e filosofia è tornata una serie di articoli recentemente pubblicati sull’Osservatore Romano in preparazione di un convegno tenuto all’Università Gregoriana il 18 marzo. Lo spunto è stato dato dal titolo del romanzo di Elena Ferrante, L’amica geniale, che ha avuto grande successo. È possibile re-immaginare il rapporto tra teologia e filosofia come se fossero amiche e non più ostili, lontane, nemiche e nemmeno indifferente l’una all’altra?
In principio era l’illuminismo ideologico che aveva (a suo dire) decretato la fine della religione. Quest’ultima era considerata uno stadio un po’ più evoluto della magia, ma ancora oscurantista e retrograda. La luce della ragione l’avrebbe spazzata via del tutto portando finalmente l’umanità alla dignità del suo rango.
Correva l’anno 2002, quasi cinque lustri fa, agli albori dell’informazione digitale. Tim Challies, giovane nerd canadese aprì un blog www.challies.com e scrisse un articolo senza molte pretese e senza grandi aspettative. Da allora ha postato un articolo al giorno senza interruzione (è arrivato a quasi 15.000 post) diventando il blogger evangelico più longevo e, a detta di molti, tra i più autorevoli influencer riformati della blogsfera.
Il denaro è il mezzo attraverso cui qualcosa di più profondo riceve la sua offerta. Chi accumula ossessivamente e non spende probabilmente sta cercando controllo. Chi spende in modo vistoso probabilmente sta cercando riconoscimento. Chi investe dove ottiene influenza probabilmente sta cercando potere. Le forme cambiano; la struttura è sempre la stessa: le risorse diventano liturgia al servizio di qualcosa che occupa il posto di Dio.
Con pochissime eccezioni, ovunque la chiesa evangelica vada nel mondo incontrerà cattolici romani e cattolicesimo romano. Se la chiesa non è preparata a incontrare il cattolicesimo romano, la sua missione può essere rapidamente sviata. Considera questo: sia gli evangelici che i cattolici romani possono affermare che siamo peccatori salvati per grazia attraverso la fede in Cristo.
Nel pensiero cristiano contemporaneo, il tema del mondo spirituale viene spesso trattato in due modi ugualmente insufficienti. Da una parte vi è una curiosità eccessiva verso demoni, possessioni e gerarchie invisibili; dall’altra vi è una tendenza razionalistica a ridurre tutto a simbolo, mito o linguaggio premoderno. In entrambi i casi, però, si perde la sobrietà della Scrittura.
Così preziose, così tossiche. Così intime, così portatrici di sofferenze. Così fragili, così inevitabili. Siamo tutti immersi in molteplici relazioni: scelte, imposte, subite, liquide, scostanti, … La vita è un intreccio di relazioni, molto spesso più complicate e abrasive che risolte e benedicenti.
Il referendum sulla giustizia (così denominato), per cui i cittadini saranno chiamati al voto il 22 e 23 marzo prossimo, è al centro del dibattito politico e della società civile. Si tratta di un appuntamento cruciale per i cittadini che saranno chiamati ad esprimersi sull’approvazione della riforma dell’ordinamento giurisdizionale.
Il "Grande Israele" è un'espressione che nel corso del tempo ha assunto diversi significati biblici e politici. È spesso utilizzata, in senso irredentista, per riferirsi ai confini storici o desiderati dello Stato di Israele.
Il referendum deciderà se confermare o respingere la riforma che consolida la distinzione dei percorsi professionali e ridisegna i meccanismi di autogoverno della magistratura. In particolare, uno dei profili più discussi riguarda il ricorso al sorteggio che interviene su un sistema fondato sul voto e sulla rappresentanza delle correnti nella magistratura.
A vincere questa settantaseiesima edizione è stata “Per sempre sì”, canzone del cantautore napoletano Sal da Vinci che da decenni è interprete della canzone e del teatro napoletano. La vittoria di questo brano è spiazzante e rompe con l’ormai consolidata tradizione degli ultimi anni di premiare artisti giovani, emergenti, esponenti delle tendenze del momento e che possano trovare riscontro commerciale anche all’estero.
Violenti, aggressivi e contrari alla natura di Dio e ai requisiti minimi di umanità. Così vengono descritti i salmi imprecatori. Anche autori solitamente considerati amanti della Scrittura come C.S. Lewis hanno avuto un’opinione profondamente negativa al punto da considerarli inadatti alla lettura pubblica durante il culto. Alcuni addirittura li saltano e provano imbarazzo persino a leggerli. Ci sono chiavi di lettura che aiutano ad avvicinarsi ai salmi imprecatori rispettando il loro essere Parola di Dio?
Se l'impegno per l'educazione è certamente prioritario nella visione evangelica esso ha però un fondamento molto diverso da quello proposto della dottrina sociale cattolica. Pertanto, diverse devono risultare anche la visione dell'umanità, dell'educazione e della speranza proclamata e anticipata.
L’arte è diventato un tema “cool” nell’immaginario evangelico. Non c’è conferenza internazionale in cui non entri nel linguaggio usato o nei programmi proposti. Tra i giovani evangelici è un soggetto di tendenza. È bene che sia così. L’arte è nell’impasto della vita e la fede biblica riorienta tutta la vita, compresa l’arte. Ciò non significa che non si debba lavorare per dare spessore all’attenzione evangelica all’arte.
Chiamare la cristianofobia per nome è dunque un passo reale: crea le condizioni perché un problema documentato diventi responsabilità pubblica. Ma un nome non è ancora giustizia e la credibilità di questo riconoscimento si misurerà con criteri verificabili: protezione effettiva delle comunità vulnerabili, coerenza politica, e una concezione piena di libertà religiosa — coscienza, culto, associazione, educazione
Nell’approccio allo sport, la Norvegia ha riconosciuto che esso va promosso fin dall’infanzia perché è una parte fondamentale della vita umana e del suo sviluppo individuale e comunitario. Esso è legato non tanto alla possibilità di sviluppare il proprio talento, competere e vincere, quanto all’universalità dell’esperienza del gioco anche chi non ha un talento specifico per una disciplina sportiva.
La fratellanza, infondo, è una relazione da “cronaca nera” fin da tempi antichissimi e ha suscitato l’interesse di studiosi in ogni ambito e in particolare, agli inizi del Novecento, nella psicoanalisi con Freud. Tra gli psicoanalisti italiani più noti, Massimo Recalcati ha pubblicato nel 2025 per Feltrinelli un libro dal titolo Uno diviso due. Fratelli e sorelle, nel quale si domanda se ci sia una speranza per questa relazione tanto complessa.
“Buon lavoro” è l’augurio che si rivolge a chi sta per iniziare un turno o si accinge a intraprendere un servizio. Salutandosi prima di accomiatarsi, si sente spesso dire tra colleghi o amiche: “buon lavoro”. Non solo. “Buon lavoro” può anche essere una dichiarazione che afferma la bontà del lavoro in quanto tale. Il lavoro, ogni lavoro lecito e in condizioni umanamente sostenibili, è buono.
La storia ha commosso tutti. Il cuore del piccolo Domenico (2 anni) era malato e necessitava di un trapianto. Un cuore si è reso disponibile a Bolzano ma, una volta espiantato, è stato conservato e trasportato in modo grossolano tanto da danneggiarlo. Quando è stato trapiantato al bimbo, si è rivelato essere “bruciato”.
Cosa sta succedendo in America? La democrazia è a rischio? Qual è il ruolo delle ali estreme delle religioni in questa fase turbolenta della politica americana e mondiale? Di qui il titolo della serata: “C’era, una volta, l’America… I fondamentalismi politici e religiosi nel mondo di oggi”. Ad intervenire sono state Pamela Harris, politologa della John Cabot University, americana ed ebrea riformata, e Debora Spini, filosofa politica e valdese di Firenze. Le loro voci hanno dato una personale lettura della crisi.
Il genere umano non ha mai potuto veramente negare il male commesso, ricevuto e testimoniato, ma ha costantemente cercato di trovare stratagemmi e motivazioni che esulassero dal resoconto biblico, utilizzando griglie interpretative soggettivistiche e riduzionistiche, capaci di attenuare la responsabilità personale e di ricondurre il peccato a mere dinamiche psicologiche, sociali o culturali, svuotandone così la portata teologica.